Presìdi slow food, dalla Campania le «new entry»

di Luciano Pignataro

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Dieci nuovi presidi su 22. Questo è il biglietto da visita con cui la Campania si presenta al nuovo appuntamento di «Terra Madre», organizzato da Slow Food al Lingotto di Torino dal 20 al 24 settembre. Una doppia conferma: della straordinaria biodiversità della regione conservata sino ad oggi e della qualità degli sforzi compiuti dalla leadership regionale di Slow Food, diretta in questi anni da Giuseppe Orefice, passato adesso alla direzione nazionale dopo l'ultimo congresso di Montecatini.

In questo modo la Campania consolida la sua posizione nel mondo Slow. Non è un caso, forse, che questa idea sia stata lanciata da Carlo Petrini, fondatore del movimento, in un convegno a Positano nel 1998. In questo vent'anni i Presìdi hanno sostenuto le piccole produzioni tradizionali che rischiavano di scomparire, valorizzando i territori e recuperando antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvando dall'estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta. Oggi, sono oltre l500 i Presìdi Slow Food coinvolgono più di 13.000 produttori.
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Sabato 1 Settembre 2018, 08:30
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