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Napoli porta bene al «phygital» di BuyU che vola nel crowdfunding

Mercoledì 16 Febbraio 2022 di Cristina Cennamo
Napoli porta bene al «phygital» di BuyU che vola nel crowdfunding

Se moda fa rima con Made in Italy, è anche vero che molto spesso il Made in Naples è sinonimo di qualità e ricerca. Lo sanno bene gli ideatori di BuyU, un’applicazione gratuita nata con l’obiettivo di risollevare le sorti del retail fisico nostrano nell’ambito dell’abbigliamento. A causa delle numerose restrizioni imposte dal Covid, infatti, i piccoli dettaglianti hanno subìto la concorrenza di grandi colossi dello shopping online, vedendo i loro fatturati ridursi drasticamente. Cosa fare? L’idea dei giovani startupper è quella di sfruttare le potenzialità dei canali social integrandole all’esperienza finale in-store, in un’ottica phygital ovvero  dal digitale al fisico: l’utente, tramite un servizio di geo-localizzazione, potrà ricercare qualsiasi brand o prodotto presente in lista nel più breve raggio possibile. Tramite l’interazione con alcuni filtri disponibili nell’app, si ha la possibilità di generalizzare o dettagliare la ricerca a propria scelta, per poi essere indirizzati verso lo store che possiede il prodotto desiderato più vicino. Ogni retailer può digitalizzare il proprio magazzino e raggiungere i suoi clienti target a costo zero.

E quale miglior test della patria della moda sartoriale? Detto e fatto: «Nel giro di poche settimane – spiega il Ceo Francesco Romano – siamo partiti alla conquista, per così dire, di Napoli che rappresentava per noi un primo test di grande importanza strategica : sapevamo di trovare terreno fertile sia come buyers, visto l’ampio numero di aziende del tessile che insistono sul territorio, che come users vista la storica passione per il ben vestire dei napoletani. E le nostre speranze non sono andate deluse: l’idea di un’esperienza ibrida, che unisca la comodità della ricerca online con il diletto dell’esperienza in-store, ha colpito nel segno e all’ombra del Vesuvio abbiamo oggi il maggior numero di iscritti».  

Non bastasse, la startup ha avviato una campagna di crowdfunding su BacktoWork, ed ha raccolto in pochissimo tempo più di 100.000 euro, attirando l’attenzione di molti investitori.

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