“Bigfoot Junior-Uno yeti per papà”, dal 25 l'avventura animata su rapporto padre-figlio

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In 10 anni dal suo primo lungometraggio animato (Fly me to the moon), la belga Nwave si è costruita un pubblico globale per le sue avventure in 3d destinate ai più piccoli, con in media almeno 5 milioni di spettatori a film, da Il viaggio di Sammy a Robinson Crusoe. Ora è già a oltre 41 milioni di dollari di incassi nel mondo, a fronte di un budget di circa 28 milioni di euro, con quello che il regista Ben Stassen cofondatore della casa di produzione, considera il loro film più riuscito, Bigfoot Junior, firmato insieme a Jérémie Degruson, nelle sale dal 25 gennaio con Koch Media.

Al centro della storia Adam, tredicenne allegro, intelligente e pieno di vita, cresciuto solo con la mamma e preso puntualmente di mira da una banda di coetanei bulli. Un paio di cose strane che gli succedono, come la capigliatura fuori controllo che ricresce in un lampo quando viene tagliata, o i piedi che gli si allungano quando sale l'adrenalina, lo portano a un' incredibile scoperta. Ritrova il papà, scienziato, che credeva morto, nascosto nei boschi. L'uomo ha in sè un gene ereditario che lo ha trasformato in Bigfoot, grande creatura scimmiesca, leggendaria guardiana della foresta.
«È una storia che può piacere ai più piccoli per tutto il mondo animale che c'è e ai bambini più grandi perché il protagonista ha 13/14 anni - ha spiegato Stassen a Cinevox -. Poi c'è moltissimo humour, di cui una parte pensato apposta per i genitori». Papà Bigfoot che continua a girare in jeans, ama il rock ed è dotato di tutte ha tutte le doti degli animali, con cui riesce anche a parlare (capacità che Adam scopre di condividere). Spiega al figlio di essersi dovuto nascondere per salvarsi dagli esperimenti che vuole condurre su di lui Wallace Eastman, capo della casa farmaceutica HairCo, intenzionata a dominare il mercato mondiale della ricrescita dei capelli. Adam costruisce un rapporto di gioco e fiducia con il genitore anche grazie all'aiuto degli animali amici del papà, dal simpatico, impertinente e un pò egomaniaco procione Trapper, che la compagna Weecha sa come tenere a bada, al grande orso con un cuore d'oro Wilbur. Intanto Eastman però si è rimesso in azione... Pur tenendosi su percorsi narrativi già battuti, il film sa rendere intelligentemente a misura dei più piccoli, i rapporti emotivi tra genitori e figli. Regala inoltre varie gag riuscite come gli esperimenti condotti dal pazzoide Dottor Billingsley alla Hairco su un rassegnato stagista.

«La trasformazione che vive Adam - spiega Stassen - è un pò una metafora fisica e personale di ciò che attraversano gli adolescenti nel passare all'età adulta». Ora il regista è già al lavoro sul nuovo progetto, The Queen's Corgi, dedicato alle avventure del più amato fra i famosi cagnolini della regina britannica.
Domenica 21 Gennaio 2018, 18:21 - Ultimo aggiornamento: 25-01-2018 09:02
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