Cinema, arriva il dolce Rémi, l'anti-Hairry Potter francese

Daniel Auteuil e Maleaume Paquin nel film
di Gloria Satta

LA SFIDA. Un piccolo orfano, in giro attraverso la Francia dell’Ottocento al seguto di un carismatico saltimbanco, si prepara a sfidare nelle sale il grande Clint Eastwood (The Mule-il corriere), Fabio De Luigi ”casalingo disperato” (10 giorni senza mamma), il premio Oscar Laszlo Nemes che torna in pista con Tramonto. Uscirà il 7 febbraio Rémi, l’anti-Harry Potter confezionato in Francia, esclusiva Leone Film Group distribuita da 01: il film, ispirato al classico per ragazzi Senza famiglia di Hector Malot (Frassinelli), è diretto da Antonine Blossier e interpretato da un cast di superstar come Daniel Auteuil, Viriginie Ledoyen, Ludivine Sagnier, Jacques Perrin a cui si affianca la rivelazione Maleaume Paquin, il giovanissimo protagonista, 13 anni appena e già un futuro di serie A nel cinema.
IN CINEMASCOPE. Splendidi paesaggi ripresi in cinemascope in regioni suggestive come l’Occitania, l’Aubrac e il Tarn, costumi sontuosi, scene spettacolari come una violenta tempesta, tanta neve, i fasti dell’Inghilterra vittoriana e poi cani, scimmiette, perfino irresistibili lupi fanno da corona alla toccante storia del ragazzino che trova nel saltimbanco-violinista girovago (Auteuil) un padre putativo, da lui impara a fare musica e cantare e alla fine, dopo mille peripezie e mille incontri, scopre le proprie insospettabili origini: con questi ingredienti, Rémi ha sbancato i botteghini francesi e rilanciato il film ”per famiglie”, un genere che al box office non conosce crisi.
NUOVA STAR. «Avevo voglia di lavorare su una storia d'avventura, un classico, fortemente legata alla cultura francese ma ancora moderna», spiega Blossier, all’attivo il thriller-horror La Traque e la commedia per ragazzi A toute épreuve. «Mia moglie mi ha suggerito il romanzo di Malot, già portato al cinema diverse volte anche in versione cartoon, e io ho cercato di dargli il tono dell’avventura mischiata alla fiaba, una di quelle storie che da bambini volevamo ascoltare sotto le coperte». Punto di forza è proprio Maleaume Paquin, ormai una star in Francia: frequenta la quarta, l’equivalente della terza media italiana, e il suo faccino pulito, la sua spontaneità e la sua verve incontenbile lo hanno imposto prepotentemente all’attenzione. Ha già girato un nuovo film, una serie tv e non intende fermarsi. «Ma anche se il cinema è ormai la mia strada», racconta il piccolo attore, «voglio continuare a studiare per prendere almeno la maturità. Sul set non ho perso le lezioni: mi seguiva un professore e da lontano i miei compagni di scuola hanno sempre fatto il tifo per me».
In comune con Rémi, spiega, ha «una certa timidezza, l’allegria, il coraggio e la speranza. Interpretando il protagonista sapevo di avere una grande responsabilità sulle spalle: nel film erano stati investiti molti soldi, dovevo dare il massimo». La parte più difficile del suo lavoro? «Piangere nelle scene drammatiche. Non mi veniva proprio, ma quando ho pensato alla mia bisnonna, scomparsa qualche anno fa, le lacrime sono scese spontaneamente». Secondo Maleaume, Rémi ha tutte le caratteristiche per piacere ai ragazzi di oggi, cresciuti a videogiochi e supereroi: «Anche se nel film non ci sono telefonini o superpoteri, l’avventura, la tensione e i colpi di scena non mancano», dice convinto.
MOSTRO SACRO. Quanto al mostro sacro Auteuil, sul set si è rivelato un alleato comprensivo e prezioso: «All’inizio ero intimidito, avevo addirittura il mal di pancia, ma lui ha fatto di tutto per mettermi a mio agio. Mi ha spinto a credere in me stesso e a non abbattermi se una scena veniva male». E lui, il grande attore 69enne, ha spiegato: «Quando ho letto la sceneggiatura, ho chiamato subito Blossier. Mi piaceva l'idea di tornare su un testo classico, una grande storia popolare e universale rivolta alle famiglie: oggi, al cinema, è qualcosa di raro».
L’ARISTOCRATICA. Anche Viriginie Leodoyen, nei panni di un’aristocratica signora che accoglie Rémi e vorrebbe farne il maggiordomo della figlia disabile, si è lasciata trasportare dalle emozioni della storia. «Il mio personaggio è la perfetta rappresentazione della sua classe sociale e della sua epoca», spiega l’elegantissima attrice, musa di grandi registi come Ozon, Rappeneau, Jacquot, «eppure aiuterà Rémi a ritrovare la sua vera famiglia. Le emozioni del film arrivano dritte al cuore: mio figlio Isaac, 8 anni, pur essendo appassionato delle storie Marvel, lo ha considerato un film d’avventura e si è appassionato. I giovanissimi spettatori hanno bisogno di sentimenti puri e di grandi valori: ed è più facile trovarli in un personaggio come il piccolo orfano che in supereroi da fumetto come Thor o Spider Man. Rémi è un ragazzo che lotta per trovare la sua strada e la sua voce. Come tutti. E tutti potranno identificarsi in lui».
Domenica 3 Febbraio 2019, 10:14 - Ultimo aggiornamento: 03-02-2019 12:22
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