Premi Oscar 2020, ​Brad Pitt e la battuta sull’impeachment di Trump

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Luca Marfé

Non si salvano nemmeno gli Oscar, la parola d’ordine in America era e resta “impeachment”.

A portarla sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles ci pensa nientepopodimeno che Brad Pitt.
 


Vincitore della sua prima statuetta da attore, non protagonista in “C’era una volta…a Hollywood” di Quentin Tarantino, si rende protagonista, eccome, di uno dei momenti più politici e politicizzati della serata.

«Mi hanno detto che ho soltanto 45 secondi quassù», esordisce con un sorriso beffardo per poi assestare il colpo. «Che sono comunque 45 secondi in più di quanti il Senato non ne abbia concessi a John Bolton questa settimana».

Risate grasse e amare in una sala che, evidentemente, nella testimonianza di Bolton e nelle ombre dell’Ucrainagate aveva riposto la speranza di rovesciare scrivania e presidenza di Donald Trump.

E invece niente.
A causa o grazie, a seconda dei punti di vista, delle barricate repubblicane che hanno impedito deposizioni e documenti, riuscendo così a sbarazzarsi in fretta e furia di una colossale grana giudiziaria oramai archiviata.

Un momento significativo perché mentre il popolo di Trump ancora festeggia, l’alta società americana proprio non riesce a ingoiare il rospo, evidenziando una volta di più la distanza siderale tra le persone comuni e la Hollywood dei milionari.

Votano tutti.
Solo che i primi sono tanti.
E i secondi, per quanto rumorosi e influenti, sono pochi, pochissimi.

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