Canottaggio, la sfida tra Cambridge
e Oxford nella Reggia di Caserta

Sabato 9 Giugno 2018 di Gianluca Agata
La sfida si ripete con i leoni di sua maestà britannica che, a distanza di un anno, si ritroveranno nella vasca dei delfini della Reggia di Caserta per la più classica delle regate di canottaggio, quella Oxford-Cambridge che da sempre riscuote successo, interesse e ammirazione. Vuoi per i colori dei due equipaggi, vuoi per la storia che trasudano i due armi. L’anno scorso fu cappotto: 2-0 per l’equipaggio di Cambridge che vinse la Reggia Challenge Cup battendo al meglio delle tre regate i cugini di Oxford in una Boat Race che ormai gira per il mondo. Quest’anno si ripete, stesso scenario, cambia l’orario. La manifestazione è stata presentata nei giorni scorsi a Roma presso il Circolo Aniene: oltre al presidente Massimo Fabbricini, sono intervenuti il presidente della Federcanottaggio Giuseppe Abbagnale, il presidente della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale Emmanuele Francesco Maria Emanuele, l’amministratore delegato della Coni Servizi Alberto Miglietta e il vicepresidente vicario del Coni Franco Chimenti. 
L’appuntamento sarà per domani mattina alle ore 10: 350 metri da percorrere tutti d’un fiato in una gara sprint che si percorre in apnea. Spettacolo assicurato per il pubblico che vedrà la gara a pochi metri di distanza dagli atleti: nella Reggia Challenge Cup 2018 il canottaggio ritrova così il contatto con il pubblico e diventa spettacolo, non solo fatto tecnico. Vive a pieno ritmo il villaggio Kinder+Sport, che quotidianamente sta ospitando centinaia di studenti. «La Reggia di Caserta, da diverso tempo, con particolare impegno - sottolinea il direttore del sito vanvitelliano Mauro Felicori - è un luogo di eventi, concerti, spettacoli. Certamente è uno dei monumenti più importanti del mondo e deve ospitare eventi mondiali. Teniamo molto alla sfida Oxford-Cambridge, ideata da Davide Tizzano e dal presidente dell’associazione Reali Canottieri Reggia di Caserta, Roberta Reisino: si tratta di un evento di risonanza internazionale. Sono questi gli eventi giusti per la Reggia di Caserta. Magari ci potessimo permettere ogni mese una manifestazione così importante».
Le vie d’acqua della Reggia, intanto, sono state prese d’assalto dai dragon boats degli alunni dei licei casertani (Niccolò Jommelli di Aversa e Istituto Terra di Lavoro di Caserta) e del basso Lazio (Liceo scientifico Leon Battista Alberti di Minturno). Oltre 700 i ragazzi che si sono cimentati con l’iniziativa. Tra le novità della due giorni, che comincerà oggi con le regate di qualificazione alla quale prenderanno parte gli equipaggi di Canottieri, Posillipo, oltre a quelli regionali provenienti da differenti parti d’Italia, lo svolgimento, oltre alle classiche gare degli otto, di match race tra i singoli atleti, e la presenza di tre campioni olimpici di Rio 2016 provenienti dall’Inghilterra per la regata finale tra Oxford e Cambridge. Inoltre la fornitura da parte dell’organizzazione delle imbarcazioni con cui gareggeranno le squadre provenienti da tutta Italia e il coinvolgimento diretto di alcune associazioni che si occupano di tutelare i minori provenienti dalle zone più “a rischio” del casertano. 
La Reggia Challenge Cup 2018 è stata inoltre designata come una delle tre sedi nazionali, insieme a Roma e Torino, per festeggiare i 130 anni dalla nascita della Federazione italiana canottaggio. Marco Di Costanzo, bronzo ai Giochi di Rio de Janeiro, è stato nominato ambasciatore della Regata. L’anniversario della Fondazione (1888) è stato celebrato nella serata di gala di ieri nei saloni degli appartamenti Reali della Reggia di Caserta. «Uno dei miei obiettivi è quello di portare lo sport dove ancora non c’è – il pensiero del presidente della Federcanottaggio Abbagnale - la Reggia Challenge Cup è un’occasione unica in tal senso. Per questo voglio ringraziare il direttore generale della Reggia di Caserta, Felicori, che ci ha messo a disposizione le vasche vanvitelliane, immerse nella bellezza del luogo, dove sarà possibile far risaltare ancora di più quella che è la caratteristica fondamentale dell’evento ovvero la socializzazione tra tutti i partecipanti».
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