Melillo: ora la Scandone rischia
davvero di scomparire

Venerdì 10 Gennaio 2020 di Massimo Roca
Avremmo voluto parlare di altro, magari di uno scontro diretto importante: quello che vedrà domenica prossima (PalaDelMauro, ore 18) la Scandone contrapposta a Scauri. I laziali arrivano con due punti in meno, ma possono contare sul +15 dell'andata. Ed invece la vigilia della prima giornata di ritorno sta passando in assoluto secondo piano. Oggi scade il termine perentorio per il pagamento dei lodi esecutivi depositati in federazione. Come anticipato mercoledì, non sarà effettuato e ciò comporterà una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. Un punto per ogni provvedimento: Maffezzoli, Filloy, Cavaliere, Papa a cui pare si sia aggiunto anche l'agente Stefano Meller. In totale fa -5. Se poi tali obblighi non saranno onorati entro il termine dell'anno sportivo in corso ci sarà l'esclusione dai campionati e dai tornei federali e la revoca dell'affiliazione a partire dall'anno sportivo 2020/21. A nulla sono valsi i tentativi del liquidatore Luciano Basile di coinvolgere i soci minori della Scandone nell'ambito del recupero dei decimi di quote sociali, così come la riscossione di alcuni crediti nei confronti di taluni sponsor. Le somme saranno destinate a coprire le spese della gestione corrente (all'appello manca solo lo stipendio di gennaio). Pesano le promesse da marinaio di Dario Scalella nei confronti del nuovo sodalizio biancoverde. Completamente disattesi gli accordi sulla debitoria pregressa. Da giorni senza successo proviamo a stabilire un contatto con l'amministratore delegato di Sidigas. Paradossalmente l'uscita di scena di Gianandrea De Cesare, ha finito per complicare le cose: l'interesse verso le questioni sportive della casa madre è nullo. Ed allora è lecito chiedersi in nome di chi o che cosa sia stata scelta la strada di voler a tutti costi allungare l'agonia di una società nei fatti già morta. Perché il sindaco Gianluca Festa ha con pervicacia sposato questa linea, rinunciando ad una ripartenza clean dalla B offerta su un piatto d'argento dalla Federazione? Se lo chiede da tempo Ciro Melillo. Uno dei padri della Scandone si sta riprendendo da un bruttissimo incidente stradale occorsogli lo scorso novembre che lo ha coinvolto insieme alla moglie. E' un miracolo che possa ancora parlare di basket. E' una situazione che mi addolora fortemente. E'stata compiuta una scelta scellerata ed adesso ne paghiamo le conseguenze. La Federazione era stata chiara. Alla luce della situazione disastrata e per i meriti sportivi maturati ci avrebbe consentito di ripartire con una nuova società. Un regalo che abbiamo rifiutato senza un motivo valido. Si parla di Scandone 1948, ma in realtà oggi sarebbe più corretto parlare di Centro Sportivo Italiano visto che nel 1960 era la società in cui era confluita la moribonda Scandone. Fu una mia iniziativa quella di tenere in vita il nome di una figura storica come quella di Felice Scandone. Si sta parlando del nulla e chi sventola certe bandiere non sa nemmeno di cosa parla. Oggi rischiamo davvero la scomparsa. C'erano le condizioni per ripartire ed invece il sindaco e gli Original Fans si sono messi di traverso». In tutto questo resta ancora sub judice la questione relativa alla gara tra Avellino e Corato. Lo ricordiamo: il match fu rinviato a causa delle infiltrazione dal tetto del PalaDelMauro. Nel recupero la Scandone ebbe la meglio sui pugliesi che però hanno prodotto ricorso denunciando il mancato rimborso delle spese di viaggio da parte della società ospitante, invalidando per il momento l'omologazione del 61-45 finale.
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