La Scandone Avellino tratta
con Leunen, ma spuntano altri lodi

Mercoledì 5 Febbraio 2020 di Massimo Roca
Al martedì grasso mancano ancora tre settimane ma la Scandone ha iniziato le prove tecniche. Ieri sulla brace c'erano due bistecche notevoli: la questione Corato e quella mercato con tanto di casuale rima baciata. Il barbecue, come accade nelle ultime settimane, è curato dal liquidatore Luciano Basile. In mattinata, in tandem con l'avvocato Zuccardi, bisognava verificare la cottura della prima. La coppia è stata ascoltata in Procura federale. La vicenda è nota e riguarda il ricorso di Corato. I pugliesi sostengono di non aver ricevuto il rimborso per le spese della trasferta del 3 novembre, circostanza in cui fu rinviata la gara a causa delle infiltrazioni dal tetto del PalaDelMauro. La gara fu rinviata al 27 novembre e vinta dalla Scandone. Gli irpini invece hanno prodotto le prove attestanti che tale pagamento sia avvenuto in contanti prima del match di recupero all'atto della consegna degli accrediti e che per tale pagamento sia stata sottoscritta una quietanza. La firma su tale documento apposta del vicepresidente del sodalizio pugliese è stata disconosciuta da Corato e dallo stesso dirigente che nella circostanza riveste anche il ruolo di avvocato del Corato. In sintesi? La bistecca non è ancora pronta ma sta marciando, si spera verso Avellino. Si attende il verdetto: la prossima settimana potrebbe essere quella decisiva. Molto più complicata la situazione relativa alla questione lodi. Qui Basile è come se fosse seduto al tavolo al centro di Firenze: per avere la chianina c'è da sborsare qualche euro in più. Questi i fatti. I cinque lodi aperti in Fip dall'agente Meller, da Filloy, Maffezzoli, Papa e Cavaliere sono stati soddisfatti grazie al contributo di 40 mila da parte di due sponsor ma soprattutto grazie alle transazioni avallate dal Tribunale. I creditori hanno fatto un passo verso la Scandone che continua ad operare da sola senza l'aiuto della casa madre Sidigas. Per sbloccare il mercato c'è però da compiere un ulteriore passo. Avellino ha sperimentato sulla propria pelle come le sentenze emesse dal Tribunale della Fiba, il Bat, possano essere vincolanti sui campionati non professionistici di tutta Europa. La comunicazione peraltro era già arrivata in società lo scorso novembre. L'ex ala biancoverde, ora alla Fortitudo Bologna in serie A, lo scorso settembre ha avuto sentenza favorevole circa alcune spettanze arretrate. Si tratta di un residuo rispetto ad una precedente transazione rateale non completata in era De Cesare. Un totale di 35.000 euro mila più 4200 euro di spese. Si cerca un accordo sulla base del 40%. Il giocatore potrebbe accettare, ma senza le rateazioni proposte da Avellino che è in grande difficoltà dopo aver già soddisfatto gli altri creditori. Si lotta contro il tempo. La Scandone vuole chiudere l'operazione prima che altre situazioni analoghe a Leunen vadano a bloccare nuovamente il mercato e rendano vano anche l'ennesimo sforzo. All'orizzonte ci sono i Bat di Rich e dei suoi agenti già giunti a sentenza, ma a quanto pare non ancora esecutivi per Fiba e Fip, ma che potrebbero esserlo a strettissimo giro. Se tutto andrà per il verso giusto sarà molto probabilmente l'ultima operazione che vedrà impegnata in prima persona l'attuale gruppo dirigente. La palla poi passerà alla casa madre una volta presentato l'atteso piano di ristrutturazione del debito in Tribunale.
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