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Pechino 2022,
Lollobrigida avanti tutta

Sabato 5 Febbraio 2022 di Gianluca Cordella
Pechino 2022, Lollobrigida avanti tutta

Francesca Lollobrigida da Frascati per nascita e da Casal de’ Pazzi per “adozione” lunedì festeggerà un compleanno anomalo. In Cina, nella bolla olimpica di Pechino, lontana da amici e parenti e con poca voglia di fare baldoria, tra protocolli anti-Covid asfissianti e concentrazione per le gare da mantenere viva. Ma il giorno dei suoi 31 anni potrebbe essere anomalo anche per un altro motivo: perché il regalo potrebbe averlo già ricevuto e non dal marito Matteo ma da se stessa. Francesca, detta Lollo, come la celebre prozia Gina che è la Lollo per “definizione”, oggi debutterà alle Olimpiadi cinesi che sono le terze della sua carriera. Troppo giovane a Sochi 2014, in fase di crescita a Pyeongchang 2018, arriva al nuovo viaggio a cinque cerchi al top della condizione fisica e mentale. Al punto da essere tra le papabili per una medaglia non solo nella Mass Start, la “sua” prova, quella in cui ha ottenuto i risultati e i crono più importanti in carriera. Lollobrigida, avanti tutta. Anche nei tremila metri con i quali si cimenterà questa mattina - alle 9.30 italiane, diretta Rai ed Eurosport - distanza con cui in stagione, dopo anni di tira e molla, è sbocciato l’amore vero.  

Quattro prove disputate tra Coppa del Mondo ed Europei, con una costante: Lollo sul podio in tre circostanze. La prima volta in Polonia il 12 novembre. La terza a Heerenveen, in casa dei maestri olandesi, il 7 gennaio. Entrambe le volte, si mette al collo il bronzo. E la seconda? Per affinità territoriale - e non “situazionale”, sia chiaro - ci aggrappiamo al Carlo Verdone di “Acqua e Sapone”. «E la mejo? Qual è la mejo?». La seconda, appunto. Quella del 10 dicembre, a Salt Lake City quando Francesca centra un successo clamoroso e storico. La sua prima volta sulla distanza: una vittoria non banale con un crono da brividi, a due secondi dal record del mondo. Eccola lì, dunque, Francesca. Pronta al colpaccio. La favorita d’obbligo è la Cannibale olandese Irene Schouten, che di quelle stesse quattro gare ha vinto le tre cui ha preso parte. Poi è bagarre e la Lollo, che alla bagarre è abituata sin da quando si allenava adolescente con i pattini a rotelle sulla Tiburtina, mettendosi in scia alle auto, è pronta a lasciare il segno. Come la celebre parente che è un pezzo di storia del cinema nazionale, la pattinatrice dell’Aeronautica vuole fare la storia del nostro sport che alle Olimpiadi non ha mai esultato per una medaglia di una donna nel pattinaggio sulla pista lunga. E lei, che ci ha raccontato qualche settimana fa di essere «nella versione migliore» della sua carriera è pronta ad alzare al cielo tra gli applausi il meritato Oscar... Pardon, la meritata medaglia. 

Attenzione però perché le lame azzurre potranno regalare emozione anche nell’anello dello short track dove l’Italia nella staffetta mista schiera una formazione doc fatta per tre quarti. La plurimedagliata Arianna Fontana, la collega d’argento a Pyeongchang Martina Valcepina e il predestinato Pietro Sighel attendono di conoscere il nome del quarto collega. Il podio è alla portata, specie nello sport dell’imprevedibilità per eccellenza. Ricordate Bradbury? 

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