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Benevento è già Cannavaro-mania:
discorso da leader ai calciatori

Giovedì 22 Settembre 2022 di Luigi Trusio
Benevento è già Cannavaro-mania: discorso da leader ai calciatori

A Benevento già impazza la Cannavaro-mania. Nel primo giorno in città, il nuovo allenatore giallorosso, per quel poco che si è affacciato in giro, si è ritrovato letteralmente sommerso dall'affetto: selfie, foto, autografi, magliette da firmare e strette di mano. Un entusiasmo dilagante sin dalle prime ore del mattino, quando Fabio, Paolo, Ciccio Troise e Franco Cotugno (mancava Jordi Garcia, in arrivo da Londra) hanno dapprima sottoscritto i rispettivi accordi biennali con il club sannita e poi visitato le strutture: lo stadio «Ciro Vigorito» per cominciare, poi il trasferimento su un van dai vetri oscurati verso l'adiacente Antistadio «Carmelo Imbriani», intitolato a quello che è stato un suo vecchio compagno di squadra nel Napoli (dal 1992 al 1995) e al quale Fabio e il fratello Paolo, nel 2012, avevano rivolto diversi appelli a non mollare nei giorni più duri della malattia che di lì a poco lo avrebbe sopraffatto.
Accompagnato dal club manager Alessandro Cilento e dal medico sociale D'Andrea, il gruppo ha visionato la palestra, le sale adibite ai massaggi e alla fisioterapia, le attrezzature. Da lì il trasferimento del gruppo per il pranzo in un ristorante della città e poi di nuovo per il primo allenamento all'«Imbriani».

Un piccolo discorso alla squadra, a fare le presentazioni ha pensato il diesse Pasquale Foggia (assente per impegni lavorativi Oreste Vigorito), che a Napoli abita nello stesso condominio di Paolo: Fabio Cannavaro al campo ha poi ritrovato anche il preparatore atletico Garcia, appena approdato nel Sannio dopo essere sbarcato a Capodichino, che ha così diretto il gruppo nella prima fase della sgambatura, quella dedicata alla corsa a al riscaldamento. Maglietta nera con le iniziali FC in perfetto british style, fischietto e cronometro al collo, il Pallone d'Oro 2006 ha subito messo all'opera i suoi ragazzi, dividendoli in due gruppi da 11 e facendoli incrociare su una porzione di campo, meno di metà, con il paletto dei due tocchi. Un primo contatto per osservare da vicino qualità tecniche e fisiche dei singoli, rapidità negli spazi stretti, propensione all'inserimento, velocità di esecuzione. Una seduta prevalentemente di conoscenza, per acquisire confidenza e tornare ad assaporare il gusto della competizione e l'odore dell'erba.

A fine allenamento, un drappello di tifosi che aveva atteso paziente ha potuto scambiare qualche rapida impressione con Fabio e Paolo, insieme in auto col minore dei due alla guida oltre agli ultimi, immancabili scatti di una giornata da ricordare. Un nuovo amore che sta sbocciando quello tra il popolo sannita e la famiglia Cannavaro, descritto alla perfezione dal meme in assoluto più calzante, ovvero l'immagine di Fabio che al posto della Coppa del Mondo, alza al cielo la bottiglia di «Strega».

Ultimo aggiornamento: 16:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA