Inzaghi: «A Cosenza un banco di prova
saranno decisivi i primi minuti»

Sabato 8 Febbraio 2020 di Luigi Trusio
«Il Cosenza? È tutto fuorché una squadra in crisi. A Pescara non meritava di perdere. Dovremo tenere alta la guardia e non sbagliare nulla. Mi aspetto una grande partita, questi ragazzi non mi hanno tradito per 22 gare e credo che non lo faranno neanche stavolta». Parole e musica di Pippo Inzaghi, che mette in guardia i suoi e li invita a non sottovalutare l'avversario che ha una classifica bugiarda. «Avremo delle defezioni ma lo stesso sarà anche per loro, per cui, non mi lamento. Ho un organico di spessore e chiunque giocherà non farà rimpiangere gli assenti. Ho una squadra in salute che sta molto bene fisicamente».
SuperPippo ha già individuato la chiave di lettura, ed ha già catechizzato i suoi su quello che dovrà essere l'atteggiamento da tenere. «Sarà fondamentale non fallire l'approccio. Nelle ultime due gare casalinghe non abbiamo cominciato come sappiamo, per merito anche degli avversari. Contro una squadra che non ha nulla da perdere, che ha un pubblico caldo e un allenatore che sa il fatto suo, oltre a essere esperto della categoria, i rischi vanno ridotti al minimo e la concentrazione tenuta sempre alta. Sarà anche questo un bel banco di prova, noi siamo pronti».
LA ROSA
Dopo la rifinitura di questa mattina, cui seguiranno il pranzo e la partenza per la Calabria, il tecnico piacentino diramerà i convocati. Un elenco in cui non figureranno Antei, Tuia, Tello, Kragl e gli squalificati Improta e Maggio. «Pensavamo di poter recuperare almeno Tuia, ma non sarà così. L'unico che ha ripreso ad allenarsi con noi è Vokic che, però, ha solo due allenamenti nelle gambe ed è reduce da tre settimane di stop. Peccato perché avrebbe potuto esserci molto utile. Ma non è detto, magari potrà esserlo a partita in corso. Anche se avrei preferito presentarlo al top della forma». Il Benevento che scenderà in campo al San Vito «Marulla» riparte da alcune certezze (Montipò, Caldirola, Letizia, il trio mediano Hetemaj-Schiattarella-Viola più Sau e Coda) e dalla novità Barba. «Avevo preannunciato che Barba avrebbe giocato e così sarà. Ancora non so però se verrà schierato da terzino sinistro, con il conseguente spostamento di Letizia a destra, o da centrale al posto di Volta. In quel caso, a destra, giocherebbe Gyamfi, che si è sempre allenato con grande impegno e quando è stato chiamato in causa ha ben figurato».
La pericolosità offensiva passa anche dal rilancio di Roberto Insigne che, dalle ultime prestazioni, è parso in netta crescita. «Insigne non mi ha mai deluso. È stato semplicemente sfortunato perché davanti ha trovato un giocatore come Kragl che è in grado di fare la differenza e che, quando ha giocato, è risultato spesso determinante. Tenerlo in panchina per me è sempre molto difficile. Con la Salernitana Insigne ha fatto la più bella partita della stagione a mio avviso. È lui ad avere iniziato l'azione da cui è nato il gol di Sau e, inoltre, aveva segnato un gol regolare, perché nella circostanza Sau, che gli dà la palla, è tenuto in gioco da un avversario. Avrà una grande occasione (probabilmente più di una visto che Kragl starà fuori di sicuro anche per la prossima) e deve saperla sfruttare, è un ragazzo molto stimato da me e dai compagni perché si sacrifica molto anche in copertura».
Nessun dubbio anche sul sistema di gioco: gli uomini ideali per il 4-4-2 sono out, mentre Inzaghi ancora non si fida della difesa a tre dall'inizio. Nonostante il vantaggio importante, non è ancora tempo di sperimentazioni. «Mi piace regalare certezze e non penso che ci discosteremo molto da come siamo abituati a disporci. Ho diverse soluzioni. In attacco tra Coda, Moncini e Sau uno vale l'altro, sono tre grandi giocatori che qualsiasi allenatore vorrebbe avere in squadra».
Nessun fastidio per le tre reti incassate nelle ultime tre gare dopo 13 clean sheet complessivi. «Si tratta di un ritmo record che sapevamo di non poter mantenere nel girone di ritorno, ma non sono affatto preoccupato. Nelle tre gare del 2020 abbiamo comunque subito pochissimi tiri in porta e concesso il minimo agli avversari». Ultima considerazione su Coda, non brillantissimo nel derby, e un invito ai tifosi a sostenere il bomber quando gli capita una giornata-no. «Ho sentito troppi fischi al suo primo errore (anche se alcuni di questi provenivano dal settore ospiti, ndr). Massimo va ringraziato per ciò che ha fatto e bisogna avere la maturità di capire che se siamo così avanti in classifica è pure grazie al suo contributo».
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