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Avellino, raid ultrà contro Micovschi:
è caccia ai mandanti

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Katiuscia Guarino
Avellino, raid ultrà contro Micovschi: è caccia ai mandanti

Si verifica anche la pista di eventuali mandanti dietro l'azione dei quattro tifosi indagati per l'aggressione a Claudiu Micovschi. Tre di loro sono finiti agli arresti domiciliari, il quarto è indagato. Le indagini della Digos, vanno avanti a ritmo serrato per accertare eventuali altri coinvolgimenti nell'azione ai danni del calciatore romeno costretto a svestire la tuta dell'Us Avellino perché indegno di indossarla mentre si trovava in auto con il compagno di squadra e connazionale Andrei Mocanu

Riflettori puntati anche sul gruppo dei supporter di cui fanno parte i quattro ultras finiti nei guai. Per questi ultimi è scattato anche il sequestro dei telefoni cellulari. Gli smartphone potrebbero raccontare quale scambio di messaggi o telefonate possa esserci stato tra gli indagati e altri tifosi, tra cui una ragazza che non è stata ancora identificata. Secondo l'accusa, in base agli elementi raccolti, la spedizione punitiva sarebbe stata frutto di un preventivo accordo. Almeno altri tre avrebbero fornito in qualche modo il proprio supporto nell'aggressione al 23enne Claudiu Micovschi, affiancato mentre era a bordo del suo Suv da un'auto, fatto accostare, aggredito con due schiaffi e costretto a rimanere in mutande dopo aver consegnato la tuta biancoverde agli ultras, già destinatari di provvedimenti Daspo. Tuta che è stata trovata presso l'abitazione del 22enne Edoardo Antonio Iannuzzi. È stato proprio quest'ultimo a consegnarla direttamente agli agenti della Digos nel corso della perquisizione avvenuta il 14 maggio. 

Oggi sono previsti gli interrogatori davanti al giudice Fabrizio Ciccone. Iannuzzi, difeso dall'avvocato Nicola D'Archi, fa sapere di essere profondamente dispiaciuto per la vicenda. È pronto a rimediare in qualche modo a quanto avvenuto. Fabio Tulimiero, legale degli altri due finiti ai domiciliari Francesco Pace di 34 anni e Diego Ardito di 33 anni e che difende anche il quarto tifoso indagato a piede libero chiederà al giudice la sostituzione della misura cautelare. I tre arrestati dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso e riunione tra loro con violenza e minaccia. Le indagini degli agenti della Digos, guidati dal dirigente Vincenzo Sullo, e coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo, diretta dal procuratore Domenico Airoma, nel frattempo proseguono a trecentosessanta gradi. Si cerca, dunque, di individuare le altre persone che possano essere collegate all'episodio ai danni del calciatore romeno e del precedente inseguimento di Riccardo Maniero. Tra le ipotesi che vengono prese in considerazione, la possibilità che alle spalle ci sia una struttura organizzativa sempre nell'ambito della tifoseria e che abbia spinto direttamente o indirettamente a commettere quell'azione contestata ai tre giovani. Ma si è nel campo delle ipotesi. Si stanno compiendo accertamenti anche per verificare se nei giorni successivi all'episodio ci siano state altre aggressioni ai danni di atleti biancoverdi. Uno di loro pare sia stato contestato da alcuni tifosi all'interno di un negozio di elettronica mentre stava facendo acquisti. Il gruppo della tifoseria di cui fanno parte i ragazzi arrestati (così come altri gruppi organizzati) è monitorato già da qualche tempo dagli agenti. L'episodio ha scatenato l'indignazione di tanti altri tifosi e della dirigenza biancoverde, ma anche della comunità. A condannare i fatti anche il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che esprime la ferma condanna di tutta la Lega Italiana Calcio Professionistico in relazione agli eventi accaduti ad Avellino il 4 maggio scorso dopo la partita tra i biancoverdi e il Foggia.

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I fatti criminali sottolinea Ghirelli - che sono stati compiuti contro i calciatori dell'Avellino chiedono una condanna senza se e senza ma e, contemporaneamente, si auspica che la giustizia ordinaria e quella sportiva accertino cosa si è fatto e chi ha compiuto tali atti. Cosa vogliamo? Giustizia per atti disonorevoli che colpiscono la dignità umana, conclude Ghirelli. Quella sera al termine del match che vide il Foggia vincere 2-1 e all'esclusione dei lupi dai play-off si scatenarono forti tensioni dentro e fuori dallo stadio Partenio-Lombardi. Circa duecento tifosi si posizionarono davanti alla porta carraia attendendo che i calciatori uscissero dagli spogliatoi. L'obiettivo pare fosse proprio quello di farsi consegnare la casacca biancoverde, perché non degni di indossarla. Gli agenti della Digos tra il nutrito gruppo di supporter all'esterno della porta carraia avrebbero individuato Pace e Ardito tra i contestatori e prima dell'aggressione a Micovschi.

Ultimo aggiornamento: 15:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA