Colantonio mette in vendita la Turris:
«Tempo fino al 15 giugno»

Giovedì 6 Maggio 2021 di Raffaella Ascione
Colantonio mette in vendita la Turris: «Tempo fino al 15 giugno»

«Alla fine di ogni ciclo, calcistico come aziendale, di solito alla fine dell’anno, si traccia un bilancio con annesse previsioni. Con molta franchezza dico che la Turris da questo momento è in vendita. Pongo il termine del 15 giugno: se ci sono persone che con competenza e professionalità vogliono continuare a fare calcio, la Turris è a disposizione». Ha esordito così il presidente corallino Antonio Colantonio (foto SS Turris Calcio) nella conferenza stampa - preannunciata dopo il successo contro il Bari, valso l'aritmetica salvezza e - indetta proprio per tracciare gli eventuali scenari futuri.

«Riconsegnerei una Turris migliore di come l’ho presa. Ho preso il titolo in D, gravato da debiti, il passaggio di testimone avverrebbe adesso in serie C, con una situazione contabile invidiabile su scala nazionale», precisa il patron. 

Già riscosso, intanto, l’interesse di potenziali acquirenti. «Al momento ci sono due gruppi di fuori Torre interessati. A prima vista mi pare abbiano la possibilità di portare avanti il progetto sportivo. Sia chiara però una cosa: io vendo la Turris, non la svendo, perché non espongo al rischio di un abbattimento questa bella costruzione che tutti noi abbiamo realizzato. Quindi, per il bene comune, vorrò approfondire il discorso con queste persone per ora interessate, per verificarne solidità e garanzie».

Non sarebbe un disimpegno totale e, soprattutto, non sarebbe funzionale all’avvio di un nuovo progetto altrove. «Venderei la Turris perché in questa fase della mia vita l’azienda richiede uno sforzo enorme. Gestire una squadra di C non è semplice, è un impegno forte. La Colma, che è azienda di Torre e tifa Turris, sarà comunque sempre disponibile per una sponsorizzazione. E non c’è nessuna promessa d’impegno con altri club. Colantonio non va a fare calcio da un’altra parte, né in C né in D. Mi sbugiarderei. Non so cosa farò tra dieci anni, ma a stretto giro sicuramente non lascerei la Turris per legarmi ad altri club».

Inevitabile l’incidenza della situazione Liguori. «Agli eventuali acquirenti – continua Colantonio – dovrò anche dire che purtroppo ancora non è stata indetta nessuna gara per la gestione dello stadio. Ma questo non è un attacco a sindaco né amministrazione. Ad oggi noi abbiamo la scadenza della convenzione al 30 giugno, oltre la quale scattano poi le varie omologazioni da rinnovare. Anche questo ha il suo peso, indubbiamente: non poter programmare mi lascia con l’amaro in bocca, ma non è il motivo principale».

E se entro il 15 giugno non si realizzasse alcuna vendita? «In quel caso dovrei pensare seriamente a come portare avanti la Turris, perché di certo non voglio farla fallire o essere ricordato come uno dei tanti presidenti che si sono tirati indietro nel momento decisivo. Se però c’è qualcuno interessato, vorrei che quel qualcuno si facesse avanti adesso per fare le cose per bene, perché io non sono l’uomo dell’ultimo momento. Io voglio fare le cose per bene. Voglio anche rimetterci divertendomi, ma se non mi diverto, perché magari non posso nemmeno esser presente, allora ci penso. Solo squadra e tifosi sono eterni, non i presidenti. Una cosa però devo dirla: vivere lo stadio è fantastico. Ancora penso alla notte prima del playout con l’Aversa, ogni tanto ancora telefono a Guarracino per ricordarlo. Val la pena vivere esperienze del genere perché le emozioni che trasmettono questi eventi io non le avevo mai provate e non si possono trovare in nessun’altra cosa. E con lo stadio pieno è veramente molto bello. Una precisazione voglio farla: non vorrei che questa mia decisione fosse presa come una sfida nei confronti della piazza o come un tentativo di catturare consensi. Le critiche ricevute? Chi si espone al pubblico è soggetto a critiche; chi si fa destabilizzare non ha evidentemente la forza adatta per gestire certe cose. Bisogna accettarle».

Quindi il direttore generale dell’area tecnica Rosario Primicile: «Voglio ringraziare anzitutto famiglia Colantonio per avermi dato la possibilità di mettermi in discussione. In questi quattro anni qualche errore l’abbiamo indubbiamente commesso, ma fortunatamente nessuno di questi ha influito sul raggiungimento degli obiettivi che di volta in volta ci siamo dati. Le critiche fanno parte del calcio e le accettiamo». Nel frattempo, «si continua a lavorare per non farci trovare impreparati. Ovviamente in base a quelle che sono le nostre possibilità. Dobbiamo essere bravi per cercare di migliorarci».

Da ultimo, il vicepresidente D’Oriano. «Difficile far calcio a livello professionistico. Vedremo cosa arriverà e solo a quel punto si faranno tutte le valutazioni del caso».

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