Baronio, esonero e lezione di stile:
«Sono stato in una famiglia»

Martedì 21 Gennaio 2020
Esonerato dal Napoli perché la Primavera è ultima in classifica, il tecnico Roberto Baronio ha dato una lezione di stile pubblicando un lungo post sul suo profilo Instagram accompagnato da una foto in cui gli azzurrini lo abbracciano.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

...Mi permetto, volevo ringraziare la @officialsscnapoli per l’esperienza vissuta, che mi ha permesso di conoscere una città bella e affascinante, di lavorare con persone competenti, che man mano passava il tempo, si toglievano il loro abito professionale per mettersi quello un po’ più casual, quello dell’’AMICO, a partire dal mio direttore/amico Gianluca, lo staff Medico, lo staff tecnico, team manager, fino a Carlo uomo vero, e tutte le persone che mi hanno fatto sentire come se fossi a casa mia, agevolandomi nel lavoro quotidiano, persone vere, di un’educazione e cordialità rara, in campo e fuori.... ringrazio i miei ragazzi che mi hanno dato il possibile, e che dovranno continuare a fare meglio, spero di avergli lasciato qualcosa soprattutto a livello umano, perché in fondo in fondo, sotto quella maglia che indossano sono ragazzi che diventeranno uomini inseguendo un loro sogno, ringrazio i loro genitori, sempre composti e rispettosi, faccio i complimenti a loro per l’educazione che mi hanno fatto veder i loro/miei ragazzi, vi abbraccio e vi porterò sempre con me.... 💙 #napoli #squadra #team #forever #life

Un post condiviso da Roberto Baronio (@roberto_baronio_) in data:


Ha scritto Baronio, in carica dall'estate 2018: «Mi permetto, volevo ringraziare la @officialsscnapoli per l’esperienza vissuta, che mi ha permesso di conoscere una città bella e affascinante, di lavorare con persone competenti, che man mano passava il tempo, si toglievano il loro abito professionale per mettersi quello un po’ più casual, quello dell'amico, a partire dal mio direttore/amico Gianluca, lo staff medico, lo staff tecnico, team manager, fino a Carlo uomo vero, e tutte le persone che mi hanno fatto sentire come se fossi a casa mia, agevolandomi nel lavoro quotidiano, persone vere, di un’educazione e cordialità rara, in campo e fuori.... Ringrazio i miei ragazzi che mi hanno dato il possibile, e che dovranno continuare a fare meglio, spero di avergli lasciato qualcosa soprattutto a livello umano, perché in fondo in fondo, sotto quella maglia che indossano sono ragazzi che diventeranno uomini inseguendo un loro sogno, ringrazio i loro genitori, sempre composti e rispettosi, faccio i complimenti a loro per l’educazione che mi hanno fatto veder i loro/miei ragazzi, vi abbraccio e vi porterò sempre con me». Un riferimento a Carlo Ancelotti, nessuno a De Laurentiis e al direttore sportivo Giuntoli. Ultimo aggiornamento: 18:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA