Napoli, altro stop per Koulibaly:
il difensore ci prova per il Barça

Sabato 15 Febbraio 2020 di Pino Taormina
Ancora non trova pace, Koulibaly. Ha un risentimento all'inguine che lo costringe ad allenarsi poco e male. Fa un certo effetto, vedere il gigante senegalese così vulnerabile. Ieri scuoteva ancora il capo. Ha una voglia matta, è uno di quelli della vecchia guardia che soffre per una classifica che trova assurda. Vorrebbe bruciare le tappe tant'è che settimana scorsa il suo infortunio sembrava un ricordo: «Non ho dolore» ripeteva ai medici e ai compagni. Sembrava tutto risolto, tant'è che Gattuso gli aveva creduto e lo aveva anche rispedito in campo con il Lecce. Il problema non è né grave né serio, ma è chiaro che è un'assenza pesante e che si allungherà anche a Cagliari. C'è anche una questione di condizioni: uno della sua stazza ha bisogno di giorni di allenamento per recuperare davvero al 100 per cento. E il calcio moderno non fa sconti a chi non è al top della sua condizione atletica.

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L'INTOCCABILE
D'altronde, basta vedere i numeri: in questi anni la difesa azzurra ha arroccato i suoi successi attorno al totem senegalese. Più o meno 3 anni fa, ad Empoli, andò in panchina per una scelta tecnica. Da allora, in 101 gare di campionato, per 92 volte è stato titolare e le gare che ha saltato sono state per squalifica. Otto giornate in tutto, per la precisione. Solo una volta, il 29 ottobre del 2017, con il Sassuolo, ha visto una gara dalla panchina. Insomma, una visuale per lui piuttosto inedita. Possibile persino che resti a casa oggi. Certo, fa effetto vedere uno degli intoccabili, inattaccabili, insostituibili, imprescindibili che se ne sta ai box in questo momento.

DOLORE
Ma il fastidio, è chiaro, non va via. E non ha senso correre rischi ulteriori. La missione azzurra è averlo al top col Brescia per capire se poi potrà andare in campo con il Barcellona. Il piano è questo. Troppo a lungo fermo, dal 22 dicembre al 9 febbraio, e questo lungo stop ha sbriciolato alcune sue certezze. Insomma, c'è e non c'è, è tornato a disposizione di Gattuso ormai da una decina di giorni, ha dato l'ok personalmente al ritorno in campo con il Lecce, è stato lui a dire di essere pronto. Ma bisogna rimetterlo ancora in sesto. Sia chiaro: è probabile che in estate andrà via e di certo lui per primo ha l'esigenza di far vedere di essere quello di sempre. Anche perché De Laurentiis non si accontenterà di offerte sotto i 90 milioni per il suo gigante senegalese.

LE SCELTE IN DIFESA
Gattuso non lo rischierà. Ieri si è allenato per conto suo e questo dimostra che a Cagliari non giocherà titolare. Ma il tecnico azzurro ha più di un interrogativo sulla resistenza di Maksimovic, che domani scenderebbe in campo, dopo lo stop di due mesi, per la terza volta in sette giorni. E allora ecco la tentazione di un ritorno al passato recente, ovvero spostando Di Lorenzo nuovamente centrale al fianco di Manolas, con Hysaj e Mario Rui sugli esterni. L'idea è questa, a meno che il serbo non mostri di aver pienamente recuperato dalla doppia fatica con il Lecce e l'Inter. Ieri Di Lorenzo ha spiegato a Radio Kiss Kiss: «Sinora siamo stati altalenanti come risultati e l'obiettivo è cercare un andamento positivo anche in campionato. Abbiamo ancora margine perché mancano tante gare fino al termine della stagione. Siamo vicini al top della condizione per poter essere protagonisti in questo girone di ritorno». La novità più gradita è il rientro oggi tra i convocati di Ghoulam: un calvario che sembra interminabile quello dell'esterno sinistro. Ma il suo ritorno è vicino, vicinissimo. Ghoulam è assente in campo dal 6 ottobre, dalla trasferta a Torino. Da quel pomeriggio, di lui si sono perse le tracce per un problema muscolare che ha condizionato sia la stagione attuale ma anche il suo futuro. Mendes, il suo agente, non ha trovato nessuno disposto a scommettere su di lui a gennaio. Da qui la sua permanenza in azzurro. © RIPRODUZIONE RISERVATA