Napoli, ecco tutti i segreti
​del metodo Gattuso

Martedì 28 Gennaio 2020 di Pino Taormina
Quando ormai era dentro un pozzo, il Napoli di Gattuso è rinato. Il giorno dopo la vittoria con la Juventus a molti azzurri è scoppiato il cuore per la gioia o anche solo per il sollievo, per questo senso di improvvisa leggerezza che non si avvertiva da tantissimo tempo. Ringhio è stato chiaro: vietatissimo far festa perché nulla è compiuto, tutt'altro, ma certe cose, dopo i tormenti degli ultimi mesi con Ancelotti, sono un'emozione a prescindere. La traversata nel deserto pare terminata, ma ha ragione Gattuso: «Non mi fido, vedrò solo dopo Sampdoria, Lecce e Brescia dove possiamo arrivare». È cambiato tutto in questo mese e mezzo, dal primo giorno dell'arrivo del tecnico calabro a Castel Volturno: per prima cosa, il centro è divenuto una sorta di Grande Fratello. Già, perché Gattuso ha piazzato telecamere ovunque, che riprendono gli allenamenti e le partitelle della squadra da angolazioni di vario genere. E poi, ogni due o tre giorni, per almeno 30 minuti, Rino si dedica a mostrare una sintesi del lavoro fatto ai propri calciatori in quelle sedute. Sottolineando gli errori di impostazione, di impegno, di atteggiamento, ma anche esaltando le cose positive, che negli ultimi tempi non sono certo poche.

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IL GRANDE FRATELLO
Davvero non c'è un momento degli allenamenti che Gattuso non passi al setaccio. E che faccia registrare. Ed è proprio il lavoro quotidiano la sua fissa: ha ricominciato da zero con la preparazione atletica, rompendo con le abitudini del suo predecessore. Visioni differenti, non c'è nulla di male. Non lo dice, ma è convinto che dietro l'appannamento della Fiorentina ci sia stato proprio un black out dovuto al lavoro fisico fatto in questo ultimo mese. Un po' come se le gambe fossero divenute di legno per il gran lavoro fatto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: a parte la gara con i viola, da dopo la sosta di fine anno, intensità, corsa, aggressività sono quelle di una squadra finalmente viva e vegeta. Anche contro l'Inter non ci fu alcuna resa, al netto dei tre harakiri. La grande novità di Gattuso è anche la schiettezza nel rapporto con i calciatori: li ascolta, spesso li affronta, certo non accetta comportamenti rinunciatari. Passa anche otto ore nel centro tecnico di Castel Volturno e anche la permanenza dei calciatori si è allungata, e non di poco, rispetto alla gestione di Ancelotti. È vero che le sue urla negli allenamenti si sentono ovunque, ma guai a sottovalutare il modo con cui prepara anche tatticamente le partite. Studia gli avversari e per esempio per imbrigliare la Juventus è stato a lungo a rivedere le gare della squadra di Sarri. Ha voluto a tutti i costi Demme che è la pedina-tattica chiave in questo suo neonato meccanismo di gioco: lo cercava già ai tempi del Milan e appena l'italo-tedesco ha mandato un segnale di disponibilità, Gattuso ha fatto partire all'assalto il ds Giuntoli.

FINTO DURO
Con la squadra ha avuto, fino ad adesso, atteggiamenti assai comprensivi. Ma questo non significa che sa quando è il momento di alzare i toni. I calciatori, in pubblico e in privato, esaltano il suo lavoro: il passaggio al 4-3-3, che il gruppo ha invocato inutilmente e a gran voce ad Ancelotti, il duro lavoro atletico, la preparazione dettagliata delle partite. Insomma, Gattuso è andato incontro al Napoli dandogli, esattamente, quello che andava cercando. Ha preteso una squadra che rimanesse in campo con la testa e con i sentimenti e con la Lazio e la Juventus ha avuto quello che voleva. Dice che non si fida, e ha ragione.

STAKANOVISTA
De Laurentiis ha imparato a conoscerlo in queste settimane. Dopo il ko con la Fiorentina ha preferito non chiamarlo. Lo ha fatto solo dopo il match con la Lazio, ovviamente soddisfatto per la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia. Il clima è sereno tra i due, nonostante due caratteri che in qualsiasi momento possono portare a delle discussioni. Ma De Laurentiis non può che essere contento della svolta che c'è stata con Gattuso. Ha scelto di vivere a Posillipo e ha deciso fin dal primo giorno di essere seguito dalla famiglia: infatti, i suoi due figli sono ora iscritti in due scuole napoletane. Un modo anche per staccare, di tanto in tanto.

OBIETTIVI
Dice il vero quando parla di raggiungere il prima possibile i 40 punti. Lo ripete anche alla squadra, in ogni discorso. «Prima la salvezza e poi pensiamo ad altro». Non deve essere semplice per Milik e company sentirsi dire questo. Ma è un bagno di umiltà necessario per questa squadra. Gattuso ha toccato le corde emotive giuste. Ma non solo: il Napoli si fida di lui, i calciatori hanno capito che con Rino possono tornare ai livelli del passato recente. Le gambe iniziano a girare ed è il primo segnale della riscossa. © RIPRODUZIONE RISERVATA