Napoli, al via missione Champions:
​ecco cosa fa sperare per Barcellona

Lunedì 3 Agosto 2020 di Roberto Ventre
Luci e ombre verso Barcellona. Il Napoli si avvicina al ritorno degli ottavi di finale di Champions con certezze e punti interrogativi, innanzitutto quello legato all’infortunio di Insigne costretto uscire a dieci minuti dalla fine del match contro la Lazio per un risentimento all’adduttore della coscia sinistra.

L’INFORTUNIO DI INSIGNE
Terapie ieri per il capitano e oggi verrà effettuata la risonanza magnetica. Solo l’esame strumentale potrà chiarire l’entità dell’infortunio e stabilire con precisione in che misura è stato intaccato il muscolo ed è stata interessata la parte cartilaginea (sinfisi pubica), anch’essa infiammata. Lorenzo ieri stava un po’ meglio, le prime sensazioni hanno lasciato trapelare un leggero ottimismo e la speranza che possa trattarsi di un qualcosa di non particolarmente grave. Ma solo l’esame che verrà effettuato oggi potrà fare luce sull’infortunio e sarà questo l’indicatore per stabilire quali sono le condizioni di Insigne e le sue possibilità di recupero per il match di Barcellona. La sua presenza ovviamente è in dubbio per la sfida del Nou Camp, visto che sono solo cinque i giorni a disposizione, pochi quindi per il recupero: per Gattuso un suo recupero lampo sarebbe importante. Il capitano ci tiene tantissimo e infatti al momento dell’infortunio contro la Lazio per la rabbia ha lasciato il campo in lacrime.

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COSA VA
La condizione atletica, il Napoli è apparso in crescita contro la Lazio salendo di livello nel secondo tempo e gli azzurri hanno lottato con il coltello tra i denti in una partita molto intensa dal punto di vista agonistico caratterizzata da diverse entrate decise sia da una parte che dall’altra. E la carica mentale, le motivazioni per un match del genere sono tantissime per una squadra che da questo punto di vista ha dovuto fare fatica in questo finale di campionato. Un altro aspetto che gioca a favore degli azzurri è rappresentato dal fatto che in questa stagione sono riusciti ad esprimersi al meglio proprio nei grandi appuntamenti, nel doppio confronto di Champions contro il Liverpool e all’andata con il Barcellona, al San Paolo contro Juve e Roma e in Coppa Italia contro Lazio, Inter e nella finale con la Juventus. Fondamentale per Gattuso è stato ritrovare un uomo chiave in difesa come Koulibaly che in questa ripresa dopo il lockdown è tornato ai suoi livelli abituali di rendimento. E poi Mertens rappresenta una garanzia, in quest’edizione di Champions League ha segnato sei gol mettendo il suo timbro già nel match di andata, l’attaccante che più di tutti potrebbe essere decisivo al Camp Nou. Un altro buon segnale è rappresentato dalla qualità del gioco, contro la Lazio si è rivista la manovra di Gattuso, di nuovo incisiva come in occasione del gol di Fabian Ruiz arrivato al termine di tanti passaggi di fila riusciti con un giro palla molto efficace. Lo spagnolo è una delle mezzali d’assalto di Ringhio, la qualità del centrocampo è un altro aspetto molto positivo in vista di Barcellona.
 
 

COSA NON VA
Troppi errori difensivi e troppi gol subiti, evidente quello commesso sul gol di Immobile, altri nella ripresa che potevano portare alla rete del nuovo pareggio di Correa. Alla ripresa dopo il lockdown in dodici partite solo due volte gli azzurri non hanno preso gol, a Verona e al San Paolo con il Sassuolo. Errori dei singoli, come quello di Manolas sul gol di Immobile o di reparto ma anche situazioni in cui tutto il Napoli di squadra ha difeso peggio lasciando la linea a quattro difensiva troppo esposta alle ripartenze degli avversari. Squadra azzurra che nello stesso tempo ha fallito troppe opportunità offensive capitalizzando poco in riferimento al gioco prodotto e alle palle gol create (percentuale realizzativa bassa rispetto al numero di tiri effettuati dal Napoli). In attacco Milik è in crisi, l’attaccante polacco andrà via a fine stagione e ha giocato decisamente male le ultime partite in cui è stato impiegato da Gattuso rimanendo in panchina con la Lazio. E ci sono ancora cali di tensione durante la partita e a Barcellona ci vorrà la partita perfetta, sul tipo della finale di Coppa Italia contro la Juventus e cioè mantenendo un rendimento costante e mostrando la stessa intensità per tutti i 90 minuti perché un black out al Camp Nou potrebbe risultare fatale. Ultimo aggiornamento: 10:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA