Napoli, il regalo basco
per i 60 anni di Maradona

Venerdì 30 Ottobre 2020 di Francesco De Luca

Il regalo che Maradona avrebbe voluto per i sessant'anni dai ragazzi del suo Napoli era la vittoria a San Sebastian, contro la Real Sociedad di un allenatore, Alguacil, che si è permesso di dire che forse Diego non sarebbe stato titolare nella sua squadra. E questo regalo è arrivato, con la prodezza di Politano, uno di quei giocatori che sta lottando per difendere il posto dalla concorrenza di Lozano. Dopo essere caduto al San Paolo nel primo match di Europa League, Gattuso aveva chiesto una reazione forte. Ed è arrivata, a conferma della crescita costante della squadra che è in un'ottima posizione in campionato e ha subito riaperto i giochi nel girone europeo, vincendo in casa della squadra che comanda il campionato spagnolo. Una nuova iniezione di autostima per il Napoli, che ha un'ottima rosa - a San Sebastian sono partiti dalla panchina Osimhen e Mertens, un attaccante costato 80 milioni e il principe dei bomber azzurri - e margini di miglioramento. Per capire quello che potrà fare in campionato si dovrà aspettare anche la decisione di secondo grado della giustizia sportiva sulla partita non giocata contro la Juve il 4 ottobre: per ora i punti di vantaggio sugli spenti bianconeri di Pirlo sono due.

Per questa sfida Gattuso ha cambiato tanto rispetto alle sue abitudini, cioè al moderato turnover che aveva attuato da quando siede sulla panchina del Napoli. Sette sostituzioni rispetto alla formazione schierata nel derby contro il Benevento, con la novità di Lobotka in posizione più avanzata: ma non è quella giusta per lui. Napoli dinamico e concentrato, arrivato due volte vicino al gol in quattro minuti, dallo stesso lato sinistro, prima con Insigne e poi con Rui. Ma a metà del primo tempo è accaduto qualcosa che ha disorientato la squadra, ne ha fatto calare improvvisamente l'intensità: in uno scatto a centrocampo si è infortunato Insigne, un nuovo problema muscolare a un mese da quello accusato nella partita contro il Genoa che lo aveva costretto a restare fermo per tre settimane. Riscaldamento fatto male (il capitano si è fermato dopo 20 minuti), recupero dal precedente infortunio affrettato, problema di altra natura? Lo stabilirà lo staff medico, sul campo l'effetto di questo stop è stato un blocco degli azzurri che hanno concesso campo alla Real Sociedad, fino a quel momento tutt'altro che pericolosa. E infatti non lo è stata neanche mettendo maggiore pressione sulla linea difensiva azzurra: mai chiamato in causa Ospina; Makismovic e Koulibaly - un gigante, un grande riacquisto - non hanno corso rischi.

A dare la scossa a una partita che stava calando di tono ha provveduto un colpo di Politano, che ha questi numeri nel suo repertorio: un tiro di sinistro da fuori, deviato da Sagnan alle spalle di Remiro. Il primo gol europeo degli azzurri in questa stagione e una gioia durata poco per l'ex interista, che ha lasciato il posto a Di Lorenzo facendo chiaramente capire di non aver compreso la decisione del tecnico. Gattuso ha inserito anche Mertens e Osimhen, ridando una fisionomia adeguata all'attacco (Petagna si era fatto notare solo per un passaggio a Rui) ma non alterando l'equilibrio della squadra, che si è sistemata bene nella trequarti per respingere l'assalto dei baschi, il cui 65 per cento di possesso palla è stato sterile. Quando la Real Sociedad ha trovato un varco - è stato il caso del tiro di Portugues, peraltro uno dei tre soli nello specchio della porta - pronto Ospina per respingere. Il tema dell'ultima parte della gara è stato chiaro, con gli azzurri attentissimi che si tenevano bassi e cercavano di ripartire con il contropiede di Osimhen (ha rovinato la sua partita con un'espulsione: il ragazzo deve imparare a controllarsi, grave lasciare la squadra in dieci nei minuti di recupero) e Mertens, sfruttando quegli spazi che l'accorto Az non aveva concesso nella prima partita al San Paolo. A sorpresa gli olandesi sono al comando del girone, dopo aver travolto i croati del Rijeka. Ma adesso il Napoli è ripartito. 

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