Juve, Zuliani choc sulla stampa di Napoli:
«Ti prendono a calci e ti insultano»

Giovedì 30 Gennaio 2020
L'Ussi della Campania - Gruppo 'Felice Scandone' è venuta a conoscenza del fatto che domenica scorsa, durante una trasmissione andata in onda dopo la conclusione della partita Napoli-Juventus su un'emittente locale, il giornalista Claudio Zuliani, nel corso di un animato dibattito, rivolgendosi a un altro dei partecipanti alla discussione ha detto: «Tu vai solo a San Siro, io invece purtroppo a Napoli ci sono andato parecchi anni. Tu sai il clima che si respira in sala stampa in quella città? Sai che domande fanno i giornalisti? E sai come ti accolgono? Ti prendono a calci il pullmann, ti lanciano i petardi, ti insultano in continuazione».

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L'Ussi della Campania rileva che, così come è stata pronunciata, la frase lascia capire che i giornalisti napoletani abbiano l'abitudine di distribuire calci, lanciare petardi e insulti in sala stampa, intento che si intuisce non fosse nelle intenzioni del collega. Si presume infatti che il giornalista nel suo intervento intendesse riferirsi a soggetti diversi dai suoi stessi colleghi. Tuttavia l'Ussi della Campania non può che stigmatizzare quelle parti del discorso rivolte effettivamente alla stampa napoletana che, completamente disancorate dal diritto-dovere di cronaca giornalistica, esprimono valutazioni lesive della serietà e della correttezza professionale dei cronisti sportivi campani.

 
 

L'Ussi della Campania invita il collega Zuliani a tornare allo Stadio San Paolo in modo da poter verificare di persona che i colleghi napoletani svolgono il loro lavoro con serietà e correttezza, anche se le loro domande talvolta possono risultare sgradite ai destinatari. L'Ussi della Campania reitera comunque l'invito all'Ordine dei Giornalisti a intervenire sempre con rigore nei confronti di chi esprime pubblicamente giudizi e valutazioni negative sulla professionalità di suoi stessi colleghi e ricorda a tutti che chi svolge il proprio lavoro, nella nostra professione più che in altre, è obbligato a farlo tenendo presenti i canoni della correttezza e della deontologia professionale.  © RIPRODUZIONE RISERVATA