Misterioso segnale proveniente da Alpha Centauri rilevato dal radiotelescopio Parkes in Australia

Domenica 20 Dicembre 2020 di Enzo Vitale
Il Parkes Radio Telescope in Australia

Quelli un po' più avanti nell'età ricorderanno uno tra gli sceneggiati più affascinanti della Rai degli anni '70: A come Andromeda. Un misterioso segnale proveniente da quella galassia fa iniziare una serie di eventi che si concludono con la creazione di una donna. Il finale lo lasciamo ai più curiosi, andate a vederlo su RaiPlay.

Ora succede che circa un anno fa, ma la notizia è trapelata solo in questi giorni, il Radiotelescopio di Parkes in Australia ha captato un segnale proveniente da Alpha centauri, un sistema di tre stelle, a cui non si riesce a dare una spiegazione certa. Senza scomodare la presenza di civiltà aliene nella Via Lattea, cerchiamo di capire cosa succede visto che segnali del genere sono stati catturati in diverse occasione, mandando in fibillazione la comunità scientifica, per poi scoprire che il segnale proveniva da un fornetto a microonde o, come qualcun altro pensa, sia dovuto a un'interferenza terrestre, probabilmente un segnale rimbalzato su qualche satellite in quella direzione. 

 

LEGGI ANCHE Lo scienziato italiano che sta lavorando a una sonda a propulsione veloce: «Venti anni per arrivare sulle stelle»

 

IL SEGNALE

Il segnale di cui sopra, come già detto, sembrerebbe provenire da Proxima Centauri, la stella più vicina a noi (dista solo 4,5 anni luce) e facente parte del sistema di Alpha centauri, che guarda caso ospita due esopianeti. Secondo gli studi attuali uno dei due sarebbe anche roccioso. L'anno scorso, nell'ambito del Breakthrough Listen Project, un progetto del Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) Institute il radiotelescopio captò quello che poi è stato definito BLC-1, un segnale che mise subito sull'avviso i ricercatori australiani. Quel segnale proveniva solo e da quel preciso punto, spostando gli strumenti non si aveva alcuna traccia. «Oltretutto -commenta Matteo Miluzio, astrofisico e tra gli amministratorri del seguitissimo profilo scientifico su Facebook Chi ha paura del buio- la sua frequenza (982 MHz, ndr) è molto stretta (proprio come ci si aspetterebbe da un segnale alieno), varia in frequenza (escludendo gran parte delle sorgenti terrestri) ed è scomparso quando hanno il radiotelescopio è stato spostato su altre sorgenti cosmiche. Subito sono stati attivati tutti gli algoritmi di filtraggio per escludere parte dell'oceano di segnali che possono interferire con il radiotelescopio Parkes, confermando che non corrisponde alla gran parte dei segnali terrestri». Ma di certezze non ce ne sono, siamo nel campo delle ipotesi anche se, come ha sottolinetao l'astrofisico Amedeo Balbi in suo suo tweet: «I dettagli dell’analisi non sono ancora stati pubblicati. Conosco i colleghi coinvolti nello studio e sono sicuro che stanno facendo le verifiche necessarie per capire l’origine del segnale, nel modo più rigoroso possibile». 

(Il giovane astrofisico Matteo Miluzio)

 

LEGGI ANCHEPatty Pravo, Julie Christie e l'(A)liena

 

PARLA IL DECANO DEI RADIOASTRONOMI

Per cercare di comprendere un po' più a fondo la questione, abbiamo sentito Stelio Montebugnoli, ex dirigente presso l'Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica), Senior engineer e Seti Advisor presso l'Ira (Istituto di Radioastronomia di Bologna). «Potrebbe essere uno dei tanti segnali captati nel corso degli ultimi 30 anni, segnali spuri senza un particolare significato. Una cosa che comunque mi domando è se i ricercatori coinvolti in questa ricerca hanno osservato tutti i protocolli internazionali, ovvero se il segnale è stato captato in diversi momenti e osservato in altre occasioni. Ad ogni modo anche io ritengo che sia degno di uno studio approfondito».

(Il radioastronomo Stelio Montebugnoli)

 

IL PROGETTO 

«Quanto scommetterei sul fatto che proprio il sistema planetario più vicino al nostro ospiti una civiltà tecnologica? Al momento, nemmeno un euro. Ma sarei felice di sbagliarmi!». E' ancora Amedeo Balbi a twittare rimandando il tutto al progetto Breakthrough Listen, il più grande programma di ricerca scientifica mai realizzato per trovare prove di civiltà oltre a quelal terrestre. «La portata e la potenza della ricerca -si legge nell'introduzione del sito web- sono su una scala senza precedenti: Il programma include un'indagine sul milione di stelle più vicine al nostro pianeta. Esamina il centro della nostra galassia e l'intero piano galattico. Oltre la Via Lattea, ascolta i messaggi dalle 100 galassie più vicine alla nostra. Gli strumenti utilizzati sono tra i più potenti al mondo. Sono 50 volte più sensibili dei telescopi esistenti dedicati alla ricerca dell'intelligenza. I rilevamenti radioi coprono 10 volte più cielo rispetto ai programmi precedenti. Coprono anche almeno 5 volte di più dello spettro radio e lo fanno 100 volte più velocemente. Sono abbastanza sensibili da sentire un comune radar aereo che ci trasmette da una qualsiasi delle 1000 stelle più vicine. Stiamo anche effettuando la più ampia e approfondita ricerca di trasmissioni laser ottiche. Queste ricerche spettroscopiche sono 1000 volte più efficaci nel trovare segnali laser rispetto alle normali indagini in luce visibile. Potrebbero rilevare un laser da 100 watt (l'energia di una normale lampadina domestica) da 25 trilioni di miglia di distanza. Listen combina questi strumenti con software innovativi e tecniche di analisi dei dati. L'iniziativa durerà 10 anni e impegnerà un totale di 100 milioni di dollari». Va ricordato che il progetto è finanziato 
dal miliardario russo della Silicon Valley Yuri Milner ma, almeo fiono ad ora, non ha trovato nulla di definitivo dalla scansione finora effettuata.

LEGGI ANCHE L'incredibile viaggio verso la stella Alpha Centauri, un italiano nel team di Stephen Hawking 

In conclusione, ma una conclusione non c'è, prima di illuderci che qualcuno là fuori ci stia mandando segnali, bisognerà attendere ancora: «La mia previsione -ammette Balbi- è che la pubblicazione degli articoli con i risultati dello studio (nei primi mesi del 2021) lascerà la questione aperta, e ci vorranno altre osservazioni e analisi per capire come stanno le cose. Ad ogni modo, è una faccenda da seguire con attenzione». 

Se non altro cerchiamo di evitare un altro WOW, quell'espressione scritta sulla carta dopo che fu rilevato, il 15 agosto del 1977, un segnale dall'astronomo Jerry R. Ehman. Durò 72 secondi, ma non fu mai più captato.

 

enzo.vitale@ilmessaggero.it

Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre, 15:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA