​Sviluppate celle solari che convertono le finestre degli edifici in generatori di elettricità

Giovedì 23 Aprile 2020 di Marta Ferraro
​Sviluppate celle solari che convertono le finestre degli edifici in generatori di elettricità
In Australia, un gruppo di scienziati ha sviluppato celle solari semitrasparenti che possono essere incorporate nel vetro delle finestre degli edifici, un progresso che potrebbe rivoluzionare l'architettura, la pianificazione urbana e la generazione di elettricità.

In un comunicato pubblicato sul sito ufficiale dell'Exciton Science, l'istituzione spiega che i suoi ricercatori sono riusciti a produrre celle solari di perovskite di nuova generazione che producono elettricità e consentono il passaggio della luce. Lo studio, inoltre, sottolinea che questa nuova tecnologia può trasformare le finestre in veri e propri generatori di elettricità.
Secondo gli autori dello studio, che verrà pubblicato sul prossimo numero della rivista Nano Energy, 2 metri quadrati di una finestra composta da queste celle riusciranno a generare quasi la stessa quantità di elettricità di un pannello solare standard installato sul tetto di una casa. L'idea delle celle solari semitrasparenti non è nuova, ma i progetti precedenti sono «falliti perché troppo costosi, instabili o inefficienti».

I ricercatori australiani hanno adottato un approccio diverso, scegliendo un semiconduttore organico che può essere convertito in un polimero e lo ha utilizzato per sostituire Spiro-OMeTAD, un componente comune nelle celle solari che mostra una stabilità molto bassa. Questa sostituzione ha mostrato risultati sorprendenti.

Al momento gli scienziati stanno cercando di introdurre questa nuova tecnologia nel processo di produzione del vetro su larga scala. Per quanto riguarda quando quelle celle solari semitrasparenti entreranno sul mercato, «dipenderà dal successo del ridimensionamento della tecnologia, ma il nostro obiettivo è di arrivarci tra 10 anni», ha dichiarato il professore Jacek Jasieniak dell'Università di Monash, Australia. © RIPRODUZIONE RISERVATA