Covid, Papa Francesco come la Regina Elisabetta: vaccino Pfizer per tutti gli abitanti del Vaticano

Lunedì 14 Dicembre 2020 di Franca Giansoldati
Covid, Papa Francesco come la Regina Elisabetta: vaccino Pfizer per tutti gli abitanti del Vaticano

Città del Vaticano - La campagna di vaccinazioni contro il Covid-19 in Vaticano inizierà nei primi mesi del 2021. Il vaccino scelto è quello della Pfizer, lo stesso che utilizzerà anche la Regina Elisabetta per immunizzare se stessa. Anche il Papa, ultra ottantenne e con una patologia pregressa al polmone, con ogni probabilità si sottoporrà alla vaccinazione. Cardinali, vescovi, suore, dipendenti, famigliari. Chi parla di tempi brevissimi è il direttore della Direzione Sanità e Igiene del governato Andrea Arcangelo che spiega che il piano riguarderà tutti i cittadini del piccolo stato pontificio, i dipendenti che lavorano negli uffici della curia e anche i loro famigliari esclusi i minori di 18 anni («per il momento si consiglia di non vaccinare i minori di 18 anni, ma di valutarne l’opportunità in presenza di particolari patologie»).

 

 

 

 

L’invito alle amministrazioni della Santa Sede è di sensibilizzare le persone sul fatto che «il vaccino è non solo a salvaguardia della propria salute, ma anche di quella delle altre persone» aggiunge Arcangeli parlando a Vatican News, aggiungendo che «si è scelto di iniziare con il vaccino prodotto dall’azienda farmaceutica Pfizer, il primo a essere introdotto nell’impiego clinico, che ha dimostrato di essere efficace al 95%. Attualmente tale vaccino è l’unico per il quale è in corso l’approvazione da parte delle Autorità Sanitarie Europee e Americane. Come noto in Inghilterra è già iniziata la campagna vaccinale con tale prodotto. Successivamente potranno essere introdotti altri vaccini prodotti con diverse metodiche dopo averne valutato l’efficacia e la piena sicurezza».

Ieri il presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella – inaugurando la mostra internazionale dei Cento Presepi sotto il colonnato di San Pietro – ha detto che proprio in questi giorni sono arrivati i primi avvisi per programmare l'immunizzazione al di là del Tevere. “Io mi vaccinerò e ho già dato il mio nome. Ho anche suggerito ai miei collaboratori di fare altrettanto, sostenendo che non ci possono essere zone di dubbio. IO per primo ho dato il mio nominativo». Fisichella ha anche spiegato che questo vaccino è come una luce in fondo al tunnel, che permetterà a tutti di riprendere una vita normale senza le paure che oggi serpeggiano.

«Noi cristiani dobbiamo sempre sperare, avere uno sguardo proiettato alla speranza, proprio come ci indica la nascita di Gesù Bambino. Il presepe è un segno con il quale si trasmette la fede, un contenuto di amore, tenerezza, di un Dio che offre sempre sostegno e amore. La mia speranza quest'anno è che Gesù porti in dono a tutta l'umanità quello che è stata la fatica quotidiana di tanti uomini e donne di scienza che in questo periodo hanno fatto di tutto per arrivare ad una soluzione, per trovare il vaccino, uno strumento che aiuterà l'umanità intera a riprendere la vita di sempre e tornare alle relazioni interpersonali senza la mascherina e senza timori». 

 

Ultimo aggiornamento: 10:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA