Celibato, il giallo del contratto del cardinale Sarah: «Ora metta su Twitter anche questo»

Giovedì 16 Gennaio 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano  - Su via della Conciliazione la facciata in via di rifacimento del palazzo di proprietà della Santa Sede dove fino a ieri campeggiava la gigantesca pubblicità del film di Netflix I due Papi è stata tolta. Non c'è più. Probabilmente era scaduto il periodo di affitto dello spazio pubblicitario, così sul frontale adesso campeggia una sorta di enorme buco da riempire.

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Un po' come sono da riempire i vuoti che hanno lasciato sul terreno le ultime vicende. Nel frattempo il libro di Benedetto XVI e del cardinale Robert Sarah che ha messo in grande subbuglio la Chiesa per avere contrapposto i due Papi sul celibato sacerdotale, ieri mattina è uscito regolarmente in tutte le librerie senza alcuna variazione. Il nome del pontefice emerito campeggiava sulla copertina, senza alcuna modifica, e il libro non è mai stato bloccato.

A questo punto in Vaticano si sta facendo largo un grande quesito sul contratto che il cardinale Sarah ha firmato con l'editore francese: «Perché non lo mostra su Twitter come ha fatto con le lettere di Ratzinger?». Quel foglio taglierebbe la testa al toro e darebbe la risposta definitiva su chi sta dicendo bugie, se il cardinale oppure il segretario del Papa emerito, Gaenswein, il quale ha perentoriamente affermato che nessuno al convento Mater Ecclesiae (dove vive Ratzinger) ha mai preso visione della copertina del libro, né saputo che il grande teologo fosse coautore. Se nel testo viene menzionato esplicitamente il Papa emerito come coautore allora significa che è Sarah a dire la verità, e cioè che Benedetto XVI è sempre stato al corrente del progetto editoriale. Altrimenti sono guai.

In ogni caso una brutta pagina anche se ieri mattina si cercava la strada della normalizzazione. All'udienza generale Papa Francesco è apparso sorridente e, come sempre, al suo fianco c'era il prefetto della Casa Pontificia, Gaenswein. Nella catechesi che ha letto ai fedeli si è concentrato sugli apostoli e sulla loro libertà di parlare. «Paolo lo fa con tutta franchezza e senza impedimento, in una casa dove accoglie tutti». A buon intenditor poche parole. Poi Francesco ha anche fatto una nomina molto importante: per la prima volta una donna riesce ad arrivare ai vertici della Segreteria di Stato. Da oggi la diplomazia multilaterale della Santa Sede sarà guidata da Francesca Di Giovanni, 66 anni, siciliana, di formazione giuridica e appartenente al movimento dei Focolari. Si tratta di una funzionaria molto stimata che fino ad oggi ha lavorato nell'ombra, in un ufficio della Seconda Sezione dove si tengono i rapporti con gli Stati. La particolarità di questa nomina è che Di Giovanni avrà autorità sui nunzi apostolici e già c'è chi storce il naso. Lei era felicissima. «Non me lo aspettavo. È da vari anni che si pensa alla necessità di un sottosegretario per il settore multilaterale: un settore delicato e impegnativo che necessita di un'attenzione particolare, perché ha modalità proprie, in parte diverse da quelle dell'ambito bilaterale» sono state le sue prime parole.

Speriamo che avrà la possibilità di fare presente a Papa Francesco che la Santa Sede finora non ha mai voluto firmare la Convenzione contro la violenza femminile siglata nel 2011 a Istanbul. Così come il Vaticano ha ratificato il Trattato monetario di adesione all'euro potrebbe pure aderire anche a questa buona causa.

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