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Picchia la moglie e la chiude in casa per non farle chiedere aiuto, allontanato

Mercoledì 9 Marzo 2022
Violenza

Ricatti, violenza e insulti. La Squadra Mobile nei giorni scorsi ha messo fine all’ennesima storia di maltrattamenti e violenza. Ha allontanato un uomo che per oltre 7 anni ha massacrato la compagna con calci e pugni ogni volta che ne aveva occasione. L’indagato, 46enne brasiliano da tempo residente a Viterbo, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’allentamento della casa familiare. Con il provvedimento cautelare il giudice ha prescritto anche all’indagato di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa e dai figli, disponendo l’utilizzo del braccialetto elettronico. Il 46enne è accusato di di maltrattamenti contro familiari e conviventi e violenza sessuale. La donna, una 35enne brasiliana madre di due figli, esasperata dai continui soprusi e dalle continue violenze, ha chiesto l’aiuto della polizia che prontamente ha avviato l’indagine. «I fatti oggetto di indagine - spiega la Questura - sono stati commessi a partire dal 2015. L’uomo, con condotte gravemente lesive della persona, ha più volte maltrattato e minacciato la compagna, molto spesso colpita con calci e pugni su tutto il corpo». A far scattare la denuncia sarebbe stato un episodio in particolare. Dopo l’ennesima giornata di insulti, calci e pugni la 35enne sarebbe stata reclusa in casa. Chiusa a chiave in una stanza per evitare che si recasse al pronto soccorso, dove medici e infermiere avrebbero potuto prendersi cura di lei e fare domande. Domande così scomode da far finire l’indagato nei guai. Per gli stessi motivi più volte il 46enne le avrebbe fracassato il telefono cellulare. Per evitare che chiedesse aiuto. L’uomo, inoltre, in due occasioni avrebbe abusato sessualmente della moglie. La 35enne sarebbe stata costretta a compiere e subire atti sessuali da parte del marito che avrebbe approfittato delle condizioni di inferiorità fisica della donna. Violenze quotidiane sono state raccontate agli inquirenti e vissute sulle palle dei due figli minorenni. La vittima avrebbe infatti spiegato che spesso le botte e gli insulti avvenivano davanti ai suoi bambini. Anche se mai il marito ha alzato le mani su di loro. Ora madre e figli possono vivere lontano dall’uomo che per anni ha trasformato la vita domestica in un inferno, il provvedimento cautelare il giudice ha infatti prescritto all’uomo di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa e dai figli. Al momento si trova in un’altra residenza lontano da tutti i suoi familiari. «Anche nella ricorrenza della Giornata internazionale della donna - afferma la Questura di Viterbo - un segnale importante della presenza della polizia di Stato nella lotta contro la violenza di genere».

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