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Da centro massaggi a “casa chiusa“, imprenditrice cinese condannata a un anno e mezzo

Giovedì 19 Maggio 2022
Massaggi

Da centro massaggi a “casa chiusa“, condannata a un anno e mezzo di reclusione 42enne cinese accusata di favoreggiamento della prostituzione.

E’ arrivata ieri mattina la sentenza al processo scaturito da un’operazione del 2016. “L'imprenditrice del benessere“, Z. F., nata in Cina nel 1981 e residente a Viterbo, nel 2016 gestiva un centro massaggi orientali in via Garbini. Centro frequentato principalmente da clientela maschile. A settembre 2016 i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Viterbo avviarono un’attività d’indagine e nel corso delle investigazioni sarebbe emerso in maniera chiara che le prestazioni del centro erano pubblicizzate sia con volantini e manifesti sia con inserzioni pubblicate su portali internet e contenevano allusioni a prestazioni di carattere sessuale.

I militari eseguirono numerosi servizi di osservazione nelle vicinanze del centro massaggi constatando un via vai di clienti, alcuni dei quali fermati all’uscita e interrogati. Da loro sarebbe emerso che all’interno del centro in questione venivano praticate prestazioni sessuali a pagamento che avevano uno specifico tariffario in base alla durata dell’incontro. Proprio gli stessi che durante il dibattimento si sono rifiutati di entrare nell’aula di Tribunale per testimoniare. Altri avrebbero ritrattato alcune deposizioni. I giudici del collegio per farli parlare hanno dovuto mandare i carabinieri a prelevarsi in casa.

«Pagando 15 euro in più . Ha spiegato durante la scorsa udienza un 26enne di Viterbo - la signorina mi ha fatto il “massaggio benessere”. Ho detto sì, era un massaggio intimo diciamo. Mi ha praticato la masturbazione» La procura di Viterbo, condividendo il quadro indiziario prodotto dai carabinieri del Nucleo investigativo, durante la fase delle indagini ottenne dal gip del Tribunale di Viterbo anche il sequestro preventivo del centro benessere appena fuori le mura del capoluogo.

L’attività di meretricio sarebbe stata esercitata dalle dipendenti del centro, tutte cittadine di origini cinesi che si sarebbero presentate davanti ai clienti vestite da sera, con abiti succinti. Per questa ragione la titolare del centro massaggi è stata condanna a un anno e mezzo per esercizio di una casa di prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La Procura aveva chiesto una condanna a 2 anni e mezzo di reclusione. 

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