Rapposelli, il Pm: «Il cadavere trasportato forse da quell'auto»

Sembra complicarsi a Giulanova  la posizione di Simone e Giuseppe Santoleri alla luce dell’ultimo decreto di sequestro della Fiat 600, firmato dal Pubblico ministero della Procura di Ancona, Andrea Laurino. Si complica non tanto per il sequestro in sé che ha scarsissimo valore in quanto l’auto è stata esaminata ripetutamente da cima a fondo, ma perché, nel decreto, Laurino, per la prima volta, scrive che «l’auto potrebbe essere stata utilizzata per trasportare un cadavere». E a chi si pensa se non al corpo di Renata Rapposelli? Ed infatti si pensa proprio lì. E tornano alla mante alcune situazioni all’esame della Procura secondo le quali la Fiat 600 dei Santoleri sarebbe stata avvisata girovagare tra Abruzzo e Marche e secondo qualcuno anche nella zona di Tolentino esattamente tre giorni dopo che la donna avrebbe lasciato la casa giuliese di marito e figlio, trasportata, come ha dichiarato sempre Giuseppe Santoleri, a bordo di quell’auto per riportare la donna ad Ancona salvo poi averla lasciata nei pressi di Loreto e di non averne più notizie fino a quando il corpo non venne rinvenuto sulle rive del fiume Chienti.

Ma la difesa dei Santoleri non ci sta. «Vanno bene le ipotesi ma non le illazioni. C’è una targa di quell’auto ripresa? Ce la mostrino. Le testimonianze? Per una c’è già una denuncia per diffamazione di chi l’ha resa». L’ha sempre sostenuto l‘investigatore Ezio Denti, il perito che affianca gli avvocati di Simone e Giuseppe Santoleri sull’uccisione della pittrice Renata Rapposelli e per la quale padre e figlio sono indagati a a piede libero da tre mesi con l’accusa di omicidio volontario in concorso e occultamento di cadavere.
Domenica 4 Marzo 2018, 11:50 - Ultimo aggiornamento: 04-03-2018 11:50
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