Colpi di pistola contro il rapper,
l'accusa in Appello: tentato omicidio

Martedì 26 Gennaio 2021 di Alessandra Montalbetti
Colpi di pistola contro il rapper, l'accusa in Appello: tentato omicidio

Da lesioni aggravate a tentato omicidio. Il procuratore generale della Corte di Appello di Napoli ha contestato - nella sua requisitoria, ai due imputati del ferimento del rapper Petrone - nuovamente il reato tentato omicidio. Contestata nuovamente la pesante accusa di tentato omicidio per l'imputato Gerardo Ciuci e concorso in tentato omicidio per l'altro imputato Alessandro Maglio. Entrambi scelsero, in primo grado, di essere giudicati con il rito abbreviato. Il procuratore generale, nel processo di secondo grado, al termine della sua requisitoria ha chiesto anche pene più dure per i due imputati: sei anni 2 mesi e 20 giorni di reclusione per Gerardo Ciuci e 3 anni e 2 mesi di reclusione per Alessandro Maglio. Alle richieste della procura generale di riqualificare il reato hanno aderito anche gli avvocati di parte civile, Viviano Nobile e Michele Scibelli.

La prossima udienza è stata fissata per il 3 maggio quando la parola passerà ai legali degli imputati, rappresentati dagli avvocati Carmine Danna e Pasqualino Del Guercio. Dunque con l'udienza di ieri, si avvia alla conclusione il processo in secondo grado, aperto dopo l'impugnazione delle prime condanne inflitte - per il ferimento del rapper Federico Petrone attinto da un colpo di pistola - dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Avellino, Paolo Cassano. Quest'ultimo, al termine del rito abbreviato, condannò a 3 anni e 8 mesi Gerardo Ciuci (accusato di tentato omicidio derubricato in lesioni), ad 1 anno e 10mesi pena sospesa Alessandro Maglio (accusato di concorso in tentato omicidio) e 8 mesi pena sospesa per Gerardo Spagnuolo accusato di favoreggiamento (per il quale non è stato presentato appello).


La difesa di Ciuci, in primo grado riuscì ad ottenere, la derubricazione del reato da tentato omicidio in lesioni aggravate. Mentre il giudice per l'udienza preliminare, Paolo Cassano, rinviò a giudizio gli altri imputati - Gerardo Saldutti, Roberto Bucciero, Flavio Preziuso, Patryk Kowalski, Donato Ciuci, Giuseppe Del Franco (tutti accusati di concorso in tentato omicidio eccezione fatta per Donato Ciuci accusato di omessa custodia dell'arma) - che optarono per il rito ordinario. Determinante - ai fini della riqualificazione delle richieste da parte del procuratore generale della Corte di Appello di Napoli - la ricostruzione dell'aggressione e degli attimi in cui Federico Petrone fu ferito con un colpo di pistola, effettuata in aula da Vittorio Landi, amico del rapper, presente ai fatti. Landi ai giudici della III sezione della Corte di Appello di Napoli, ha raccontato che tra Ciuci e Petrone la situazione degenerò rapidamente. «Improvvisamente spuntò una pistola ha raccontato Landi lo capii subito, fin dal primo click. Successivamente Ciuci puntò l'arma lateralmente alla nuca di Petrone. Voleva uccidere». I fatti si svolsero a Contrada quando Petrone fu attinto ad una spalla da un colpo d'arma da fuoco, a pochi centimetri dal cuore. Ne seguì il ricovero in ospedale e ben due interventi chirurgici per la giovane vittima del ferimento. Federico Petrone, fin dall'inizio, sostenuto che la pistola gli fu puntata al capo e che solo per caso il colpo non esplose.

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Ad avviso di Petrone, l'imputato e altri amici circondarono lui, il fratello e due ragazzi minacciandoli. Secondo il racconto della vittima l'indagato l'avrebbe invitato a recarsi a Contrada attraverso gli sms per poi rimanere vittima dell'agguato. La pistola gli sarebbe stata puntata alla testa, ma in un primo momento il colpo si inceppò, mentre nel secondo tentativo Petrone rimase ferito al braccio.
 

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