Avellino, Festa multato
per i cori durante la movida

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Gianni Colucci
Una multa da 208 euro al sindaco di Avellino Gianluca Festa che non ha rispettato l'ordinanza del presidente della Regione sull'uso della mascherina. È il primo atto concreto che segue la notte brava del sindaco. Sabato 30 maggio aveva incontrato almeno trecento ragazzi in un'isola pedonale che aveva da poco istituito nel pieno della Movida avellinese. Un incontro che lui sostiene sia stato casuale, non organizzato, durante il quale si sono scatenati cori da stadio contro il presidente della Campania De Luca («Pezzo di m...») e contro Salerno («Chi non salta è di Salerno.,..»). La situazione è sfuggita immediatamente di mano al sindaco che probabilmente era arrivato baldanzoso, convinto di gestire la piazza. Non si aspettava forse la reazione dei ragazzi verso i quali, secondo la sua versione, era andato proprio per ammonirli a non formare assembramenti. Ieri alla cerimonia con il prefetto per la festa della Repubblica il sindaco ha ammesso: «È vero, non è stato uno spettacolo edificante. Spiegherò direttamente al prefetto quello che è successo». Prima però aveva soddisfatto il suo narcisismo con decine di comparsate in tv, da Barbara D'Urso a scendere. E si era beffato di chi chiedeva lo scioglimento del consiglio comunale. «Tra poco mi accusano anche dell'omicidio Kennedy».

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Festa, in realtà, dalle decine di video finiti in rete appare come a suo agio nella calca della movida del sabato notte. Si fa selfie, finanche accompagna ritmicamente alzando le braccia i cori da ultrà. Prova timidamente a far cantare ai giovani un motivetto: «Avellino siamo noi», ma la cosa non riesce e allora lui finisce in una specie di trance egotica, precipitando dritto dritto in un turbillon di critiche, richieste di dimissioni, accuse di ogni tipo, a cominciare dal suo omologo di Salerno Vincenzo Napoli. Sulle tv trash d'Italia si scatenano i commentatori, ma c'è anche la politica che si fa sentire. Interrogazioni parlamentari, richieste di dimissioni della minoranza consiliare, oltre appunto alle diffide del prefetto e la multa che sta per arrivare dopo il vaglio del questore del capoluogo irpino.
 

La serata finisce prima dell'una, quando le Volanti della polizia con i megafoni disperdono i presenti. Ma non è il sindaco a chiamare la polizia, sono i residenti che guardando via De Conciliis strapiena si preoccupano e fanno il numero di emergenza. Poi la Digos fa gli accertamenti, il questore di Avellino Maurizio Terrazzi ordina di identificare i presenti. E il primo che finisce segnalato ovviamente è Festa. Innanzitutto è senza mascherina, in quanto l'abbassa per blandire o ammonire (a seconda delle versioni) i presenti; poi è troppo vicino a chi gli si fa da presso per scattare un selfie; infine pare aver egli stesso aver favorito l'assembramento, ma sono in corso accertamenti. Il rapporto delle forze dell'ordine è finito sia al prefetto Spena che al procuratore della Repubblica di Avellino. Un fascicolo di indagine è stato aperto. L'obbiettivo è accertare se si sono state situazioni che per colpa o dolo possano aver arrecato pregiudizio alla salute pubblica. Era stata la stessa unità di crisi regionale che si occupa del contenimento Covid a scrivere al prefetto dopo i fatti per chiedere sanzioni e controlli rigorosi. E forse lo schiaffo più grande a Festa potrebbe venire dalla prefettura che punta a a chiedere al sindaco di ritirare l'ordinanza che ampliava le isole pedonali della città. Quelle dove era andato in scena l'inusitato happening di sabato notte. Il sindaco che parla di «Avellino Enjoy» vede cadere pezzo pezzo la costruzione tutta mediatica del suo progetto di città accogliente. Forse perché l'ha voluta incentrare sulla sua figura di amministratore ma anche perché il periodo si presta poco. Mentre si accentua lo scontro con la Regione dopo l'affronto pubblico al governatore e alla sua città d'origine. Festa resta in bilico politicamente tra l'appoggio a De Luca (attraverso un ex consigliere comunale, Livio Petitto, da candidare alla Regione) e la politica delle mani libere che lo vede dialogare con i Cinque Stelle. E nessuno dimentica uno scontro con De Luca a ottobre scorso nel corso di una visita del premier Conte ad Avellino. Secondo Festa De Luca aveva sostenuto un altro candidato alle amministrative. E De Luca gli rispose: «Non dire str...». Lo scivolone dell'assembramento e le offese gratuite a Salerno gettano altro sale sulle ferite.  © RIPRODUZIONE RISERVATA