Insulti alla cubana nel cuore di Avellino:
«Torna al tuo Paese», e il vigile cade a terra

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Katiuscia Guarino

Ancora un caso di razzismo e di discriminazione in città. Una donna cubana che camminava a piedi con il marito nel centro del capoluogo è stata raggiunta da offese razziste proferite da un uomo che le è passato vicino. Il fatto è avvenuto tra piazza Garibaldi e piazza Libertà. Una scena che è stata notata anche ad altre persone. È stato il provvidenziale intervento della Polizia municipale a evitare ulteriori problemi. Anche perché il marito della donna, dopo aver allertato gli agenti già presenti in zona per l'intervento di rimozione di un'auto, ha chiesto direttamente spiegazioni all'uomo che ha usato parole offensive all'indirizzo della consorte. Per poco non s'è sfiorata la rissa. I caschi bianchi e i passanti hanno evitato in extremis il contatto fisico. Una vigilessa per correre è finita rovinosamente al suolo, fortunatamente senza conseguenze. Sul posto tre pattuglie della Polizia municipale, coordinate dal colonnello Michele Arvonio, che hanno riportato la calma e hanno raccolto tutte le informazioni necessarie. Il gesto di quell'uomo un 60enne del capoluogo - all'indirizzo della donna (che aveva il capo coperto da un velo), uno stimato ingegnere, è stato condannato dai presenti.

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Tante le persone che hanno voluto capire da vicino cosa fosse accaduto. Per ora non è stata presentata alcuna denuncia. Ma ci sono 90 giorni di tempo per farlo. Pare che il responsabile dell'episodio già in altre occasioni abbia proferito parole offensive all'indirizzo di extracomunitari, non tollerando la loro presenza in provincia. In ogni caso, nei suoi confronti non risulta alcuna querela. Resta il fatto che ieri s'è consumato un altro episodio di intolleranza ad Avellino. Una città che si è sempre dimostrata aperta, votata alla solidarietà e all'accoglienza e che ora scopre un volto nuovo e brutto. L'episodio di ieri mattina tra piazza Garibaldi e piazza Libertà si aggiunge all'aggressione subita lo scorso 30 gennaio dallo studente cinese di 23 anni del Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino. Un gruppo di ragazzini, stando al racconto della presunta vittima e della sua amica che ha portato il caso in televisione, lo ha avvicinato per offenderlo. Coranavirus torna in Cina, Vai a infettare altri, gli insulti proferiti nei confronti dello studente. Poi uno del gruppo lo avrebbe colpito all'addome con un pugno. I carabinieri della Compagnia di Avellino, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo, stanno indagando per fare piena luce. Hanno sentito il ventitreenne e la sua connazionale che pure frequenta il Conservatorio. Entrambi hanno confermato la versione fornita dalla giovane in diretta tv, ma non hanno voluto presentare denuncia. Ora sono spaventati, anche se ammettono che Avellino resta una città accogliente e dove si vive bene. L'altro ieri ha portato la sua solidarietà e la vicinanza della Regione alla comunità di studenti cinese del Cimarosa, la presidente del Consiglio regionale Rosa D'Amelio, che ha invitato a stigmatizzare l'episodio. Nelle scorse settimane (era inizio dicembre), invece, un giovane immigrato extracomunitario non è stato fatto salire su un bus della linea urbana dall'autista. Augustine Wisdom, nigeriano di 21 anni, da tre in Italia, si trovava alla fermata di via Francesco Tedesco per raggiungere gli amici a piazza Kennedy. Secondo il suo racconto, il conducente del pullman dopo aver aperto la porta, avrebbe chiesto con modi bruschi di mostrargli in biglietto. Nonostante fosse stata esaudita tale richiesta, è ripartito senza farlo salire fra lo sconcerto dell'immigrato. Nei pressi c'erano due controllori che hanno subito raccolto la testimonianza del giovane. Ieri mattina, dunque, il terzo caso con le offese alla professionista che era tranquillamente in compagnia del marito italiano, altro professionista assai conosciuto e stimato. Anche quest'ultima vicenda ha scatenato scalpore e indignazione. Ma, intanto, Avellino mostra la sua parte negativa che coinvolge giovani e meno giovani.
 

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