Emergenza rifiuti, ad Avellino
l'isola ecologica resta in alto mare

Martedì 23 Febbraio 2021 di Flavio Coppola
Emergenza rifiuti, ad Avellino l'isola ecologica resta in alto mare

Un anno dopo lo smantellamento di Campo Genova, Avellino resta senza isola ecologica. Per di più, il progetto del trasferimento in via Zoccolari, contemplato nell'ordinanza emanata il 23 gennaio 2020 e mai attuata, ora sembra addirittura saltato. Dal faccia a faccia avuto ieri tra il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, e i nuovi vertici della società provinciale dei rifiuti, «IrpiniAmbiente», Antonio Russo e Armando Masucci, trapela infatti che, di concreto, sul tavolo, non c'è nulla. Al punto che i due enti protagonisti starebbero pensando ad una terza area cittadina. Se l'ordinanza Festa valeva per due anni, quindi scade alla fine del 2021, manca ad oggi il progetto per l'adeguamento dell'ex area «Cecchini». Prima era in capo al Comune, poi a «IrpiniAmbiente». Era stato pure valutato in 400.000 euro. Chi l'ha visto? Di certo, nessuno l'ha redatto. E allora l'isola ecologica è l'isola che non c'è.

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Da allora, per smaltire i rifiuti ingombranti ad Avellino, occorrono in media due mesi. Perché la società dei rifiuti deve fronteggiare tutte le esigenze con l'unico sistema possibile, quello a prenotazione e con ritiro da casa. Così, aspettando il centro di raccolta, la società provinciale ha proposto all'amministrazione Festa, che l'ha condivisa, la sua contromisura. Il sistema dovrà consentire lo smaltimento degli ingombranti più piccoli con un «progetto di raccolta itinerante». In pratica, sulla base di un calendario da stabilire, la società dei rifiuti manderà nelle diverse zone della città un proprio mezzo, che riceverà i piccoli ingombranti. I camion - è l'idea - sottrarrebbero al consueto servizio di ritiro a domicilio di ingombranti e Raee, che rimarrà comunque in vigore, quello dedicato ai piccoli oggetti, che potranno essere invece conferiti direttamente dagli utenti. Dopo oltre un anno di attese, dunque, è l'unica soluzione concreta messa in campo per provare a ridurre i tempi lunghissimi che un avellinese deve attendere per liberarsi di un ingombrante. Anche di minime dimensioni. «Dalle valutazioni che le parti hanno offerto nella discussione si legge nella nota inviata da «IrpiniAmbiente» - si è deciso di porre rimedio al problemi dei ritardi nel ritiro dei rifiuti ingombranti ed elettrodomestici nel comune di Avellino, determinati dalla chiusura del Centro di Raccolta di Campo Genova».

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L'iniziativa, insomma, nasce dalla società dei rifiuti. La stessa società provinciale conferma che «il confronto è servito anche a fare il punto della situazione per il ripristino del Centro di Raccolta cittadino, per il quale sono in corso ulteriori definizioni, per restituire alla cittadinanza ed agli utenti un servizio che manca ormai da oltre un anno». «L'incontro - dichiara il management aziendale è solo il primo di una serie che vedrà gli amministratori locali della provincia di Avellino coinvolti nella condivisione delle scelte strategiche ed organizzative della società. Il confronto - concludono Antonio Russo e Armando Masucci - ci ha consentito di affrontare con una proposta operativa immediata, le criticità del servizio e gettare le basi per una costante condivisioni delle azioni da mettere in atto nell'interesse degli utenti».

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Il Comune di Avellino, insomma, paga ancora le conseguenze della scelta, operata a febbraio 2020 dal sindaco Festa, di delocalizzare il mercato bisettimanale dallo stadio in quella che il primo cittadino ha poi ribattezzato «Smile Arena». Come se non bastasse, quella decisione aveva innescato un contenzioso al Tar con gli ambulanti, che perdura tuttora e che è nato proprio dal fatto che Campo Genova aveva ospitato l'isola ecologica. Delle condizioni ambientali del sito, poi definito dall'Arpac, «potenzialmente contaminato», si discuterà oggi, a Collina Liguorini, presso gli uffici della Regione Campania. Allo stesso tavolo, siederanno Arpac e Comune di Avellino. L'Agenzia per la protezione ambientale, che ha svolto un'indagine ambientale sui suoli e sulle acque di falda di Campo Genova, chiede che il sito venga sottoposto al piano di caratterizzazione; il Comune, da tre mesi, prova a sottrarsi. Oggi si capirà meglio quale sarà il destino dell'area dell'ex isola ecologica.


 

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