Covid ad Avellino, rabbia della Cgil:
«Nessun operatore 118 vaccinato»

Giovedì 7 Gennaio 2021 di Antonello Plati

Ancora polemiche in provincia di Avellino sulla prima fase della campagna vaccinale. Dopo i medici di base, i dentisti e gli specialisti ambulatoriali che lamentano di essere stati messi parte, scavalcati anche dagli amministrativi che lavorano negli ospedali la Funzione pubblica della Cgil, con la segretaria generale Licia Morsa, solleva il caso dei soccorritori del 118.


«Li hanno dimenticati», dice Morsa. Fino a oggi, infatti, nessuno dei 350 operatori impegnati nel servizio di Emergenza territoriale è stato sottoposto al vaccino. «Per la Cgil - premette la segretaria della Fp - vaccinarsi è un atto di responsabilità. Per questo motivo è necessario che nel minor tempo possibile sia sottoposto a vaccinazione il maggior numero possibile di cittadine e cittadini. Di fatto, per la Cgil, deve essere assicurata con la massima capillarità e trasparenza una campagna vaccinale che veda il coinvolgimento consapevole dei cittadini e delle cittadine, attraverso un'informazione adeguata e diffusa che renda omogeneo su tutto il territorio nazionale il diritto alla corretta informazione e alla tutela della salute. È importante fare presto e bene».


Poi, da parte di Morsa, un'ulteriore nota: «Preoccupano i ritardi che già in questi giorni si segnalano sia nella distribuzione dei vaccini sia nelle modalità con cui il piano di vaccinazione viene implementato». Un allarme che, con Licia Morsa, lanciano il responsabile medico Fp Cgil, Antonio Panico, e quello aziendale, Nino Pisapia. «Esprimiamo perplessità - dicono - sulla tabella regionale relativa alla priorità di somministrazione del vaccino alle categorie sanitarie più esposte e sull'organizzazione prevista dall'Asl di Avellino». Di fatto, la priorità indicata dall'Unità di crisi regionale nel Piano regionale di vaccinazione anti-covid apre il fianco, secondo i sindacalisti, a critiche che coinvolgono anche la gestione del vaccino in ambito locale. «Sono state completate le vaccinazioni di tutti gli operatori sanitari, non sanitari ed amministrativi dei presidi ospedalieri, anche quelli covid-free, di competenza dell'Asl, ivi compresi il personale delle strutture private accreditate insistenti in questi ospedali (senza escludere nessuno). E a tutt'oggi (ieri, ndr) per il servizio 118 (circa 350 operatori tra personale medico, infermieristico e volontario) non esiste nemmeno una data certa».


Per i sindacalisti è una questione etica: «Non è tanto essere vaccinati qualche giorno prima o dopo - continuano Morsa, Panico e Pisapia - quanto dover rilevare come il servizio 118 stia relativamente a cuore alla Regione Campania ed alla direzione strategica aziendale». Eppure il 118 nella seconda fase della pandemia sta avendo un ruolo centrale nella gestione: «Facendosi carico di tutta l'assistenza territoriale, considerato il ridimensionamento delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) e il poco coinvolgimento dei medici di medicina generale a trattare i pazienti a casa. Il trattamento domiciliare dei pazienti Covid positivi e il trasporto di quelli che necessitano di ospedalizzazione passa esclusivamente per il servizio 118 che si trova a dover reggere il peso di una situazione che rischia di esplodere considerata la cronica carenza di figure professionali».


Infine, la richiesta e in appendice l'annuncio di una possibile mobilitazione: «Come al solito siamo a disposizione per ogni utile confronto. La trasparenza, la partecipazione e la collaborazione non solo sono alla base della democrazia, ma consentono anche di raggiungere migliori risultati. Nei fatti, non si escludono azioni di mobilitazione sia a livello aziendale che regionale». Prospettiva che pure i medici di base e gli specialisti ambulatoriali hanno minacciato nei giorni scorsi. L'altra sera, presso la sede dell'Ordine dei medici di Avellino c'è stato un vertice durante il quale i camici bianchi si sono confrontati e hanno valutato le azioni da mettere in campo. Nelle prossime ore, il presidente Francesco Sellitto potrebbe annunciare un clamoroso blocco delle attività. Al quale potrebbe seguire lo stop degli specialisti ambulatoriali, come ha spiegato martedì scorso il referente provinciale del Sumai-Assoprof Arturo Iannaccone.

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