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L'addio a De Mita, la fila alla camera
ardente per omaggiare l'ex premier

Venerdì 27 Maggio 2022 di Gianni Colucci
L'addio a De Mita, la fila alla camera ardente per omaggiare l'ex premier

Un applauso di pazienti e infermieri ha salutato il feretro di Ciriaco De Mita trasportato a spalla nel carro funebre. Villa dei Pini era stato l'ultimo approdo del dell'ex presidente del Consiglio e sindaco di Nusco.
Era ricoverato per la riabilitazione da un mese. A casa aveva rifiutato di farla, non voleva fare la cyclette e il suo medico personale, Pino Rosato, aveva quasi imposto il ricovero dopo l'intervento che aveva subito al femore. In questo stesso giorno otto anni fa era stato eletto sindaco di Nusco.
Era caduto il 19 febbraio nel bagno di casa, una veloce corsa in ospedale e l'intervento. Il primario Medici scelse di risolvere la frattura con un'artoprotesi (un'anca nuova). Gli scrisse anche Mattarella augurandogli una rapida ripresa.

Dimesso dall'ospedale, De Mita tornò a casa, ma si decise di trasferirlo a Villa dei Pini nei primi giorni di aprile dopo un attacco ischemico. Era stato prima ricoverato nell'Unità operativa del Moscati diretta da Daniele Spitaleri dopo il riscontro, da parte dei sanitari dell'Emergenza, di un attacco ischemico transitorio (Tia), quindi si decise per il ricovero a Villa dei Pini.

E quel ricovero ha coinciso con gli ultimi momenti di lucidità di De Mita. L'ex presidente del Consiglio aveva avuto modo di disporre il trasferimento della sua biblioteca romana. Settemila volumi che potrebbero ora diventare patrimonio della biblioteca comunale di Nusco.
In clinica si era messo d'impegno per tentare di recuperare. Si stancava, ma quando pranzava, era di buon appetito, poi era lui a chiedere di fare quei movimenti che il fisioterapista gli ordinava. Ma poteva leggere poco, aveva un occhi dal quale quasi non ci vedeva più, e si faceva leggere libri e giornali.
Nelle ultime settimane però aveva alti e bassi, al flusso dei ricordi del passato che gli affiorava alla memoria, alternava momenti di annebbiamento.
Poi aveva momenti di abbandono, come negli ultimi giorni, nei quali quasi rifiutava di mangiare.
All'alba di ieri, erano le 6 del mattino, l'attacco di cuore, un collasso che l'ha stroncato.
Rosato e i due infermieri che trascorrevano con lui la notte, sono stati i primi a soccorrerlo. Quindi è partita la macchina organizzativa per il trasferimento a Nusco. Era necessario organizzare funerali a cui avrebbero partecipato le massime autorità dello Stato.

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Il feretro è stato omaggiato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca che intorno alle 9 era ad Avellino, ricevuto dal prefetto della città Paola Spena. Un breve e commosso saluto alla famiglia, ai figli dello statista, poi il governatore ha lasciato Avellino. A Nusco invece gli amici di sempre come Antonio Matarazzo. Ma sono stati gli amici di sempre, come l'avvocato Castellano, il vice sindaco di Nusco Vigilante, l'ex senatore Vincenzo De Luca a stringersi attorno al feretro già dalla mattina.
«Un uomo che ha lasciato un vuoto enorme nella società italiana - dice De Luca, che fu segretario della Democrazia Cristiana irpina negli anni della segreteria nazionale di De Mita - sarà compito nostro recuperare il suo messaggio».

In serata a casa, a Nusco, il fratello Michele con il figlio, l'ex deputato dei Popolari Giuseppe De Mita. Sfilano davanti al feretro esponenti politici e gente comune. A casa De Mita pochi fiori, solo un bouquet di anthurium arriva in serata, ma sui cantoni del lindo paesino solo pochi manifesti funebri.
Ci sono le persone del posto e gli uomini che per anni gli si sono affiancati. Anche coloro che erano su posizioni man mano differenziate. Tra le signore in nero del paese e le famiglie vicine di casa, ieri si scorgevano Aldo Cennamo ed Enza Ambrosone, Giuseppe Di Guglielmo e il segretario in carica del Pd Nello Pizza. E poi uomini delle istituzioni, rappresentanti del mondo delle imprese come l'industriale Gruppioni. Ognuno ha una storia personale da raccontare, e ricompone il puzzle della storia recente e passata della provincia di Avellino e, in fin dei conti, del Paese.
 

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