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Ospedali senza personale, l'Asl prova a reclutare anche i medici pensionati

Sabato 13 Agosto 2022 di Antonello Plati
Ospedali senza personale, l'Asl prova a reclutare anche i medici pensionati

Servono medici. Il nuovo direttore generale dell'Asl di Avellino, Mario Nicola Ferrante, non perde tempo. Insediatosi martedì scorso, ieri ha avviato una manifestazione di interesse per reclutare quanti più camici bianchi possibile da inserire negli organici degli ospedali di competenza dell'ente di via Degli Imbimbo.


Come noto, sono parecchie le caselle da riempire e la ricerca potrebbe essere vana (c'è una settimana di tempo, a partire da ieri, per aderire) come già accaduto diverse volte in passato con i professionisti (in alcuni casi si è trattato anche vincitori di concorso) che alle zone interne dell'Irpinia hanno spesso preferito altre destinazioni. Questa volta, però, il nuovo diggì chiama a raccolta anche chi è andato in pensione: «I medici in quiescenza sostiene Ferrante possono dare ancora molto alla sanità irpina». Quindi spiega: «Al fine di potenziare già nel breve termine l'organico in forza presso i presidi ospedalieri dell'Asl, abbiamo indetto un avviso di manifestazione di interesse per il conferimento di incarichi a favore di personale medico in regime di lavoro autonomo o collocato in quiescenza, presso i presidi ospedalieri di Ariano Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi».

L'obiettivo, dunque, è il reclutamento in tempi rapidi di medici nelle branche strategiche di Chirurgia generale, Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Medicina interna, Ortopedia, Neurologia, Pediatria, Ginecologia e Ostetricia, Nefrologia e Dialisi, Medicina e Chirurgia d'accettazione e d'urgenza: «Far fronte alla carenza di personale è una delle priorità di questa direzione, pertanto puntiamo a soluzioni a breve termine utilizzando i medici in quiescenza, che possono dare ancora molto alla sanità irpina. Nel medio-lungo termine, inoltre, stiamo programmando tutte le azioni necessarie, attraverso le procedure concorsuali, per il reclutamento dei medici necessari ai presidi ospedalieri e sanitari dell'Asl, con l'obiettivo di offrire un servizio e un'offerta sanitaria sempre più rispondente ai bisogni dei cittadini».


Da risolvere prima delle altre, la questione del reparto di Cardiologia a Sant'Angelo dei Lombardi. Qui due dei quattro medici in organico hanno chiesto di andare via ad appena tre settimane dall'apertura dell'Unità operativa (uno degli ultimi tagli di nastro della manager uscente Maria Morgante). Subito dopo ferragosto il reparto non potrà quindi garantire il servizio 24 ore su 24 così come era stato previsto. Sempre al Criscuoli, invece, i problemi continuano a essere evidenti anche nella Chirurgia, dove da anni non si riescono a reperire giovani medici e si riesce ad andare avanti soltanto al supporto, in convezione, di altre strutture ospedaliere campane. E sul punto, Ferrante aveva giocato di anticipo. Infatti, a inizio luglio quando era ancora direttore generale dell'Azienda ospedaliera San Pio di Benevento (ma aveva già ottenuto l'incarico per l'Asl di Avellino), Ferrante aveva disposto una convenzione sull'asse Sannio-Irpinia per assicurare unità mediche di Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Neurologia, Anestesia e Rianimazione e Nefrologia ai presidi di Ariano Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi (1900 ore di prestazioni fino alla fine dell'anno). Nello stesso periodo altre convenzioni, erano state stipulate dall'Asl di Avellino con l'Azienda ospedaliera Moscati. Rispetto alla poca attrattività delle strutture sanitarie irpine, coi medici che rifiutano destinazioni come Ariano Irpino e Sant'Angelo dei Lombardi (spesso rifiutati anche dai vincitori di concorso più giovani) ma spesso anche Avellino, il presidente dell'Ordine dei medici di Avellino Francesco Sellitto ha suggerito, in una recente intervista a Il Mattino, di applicare criteri più restrittivi, su base territoriale, alle procedure concorsuali, in modo da evitare che poche settimane dopo l'entrata in servizio i camici bianchi possano dirottarsi verso sedi alternative ritenute più appetibili: «È vero ha spiegato Sellitto i nostri ospedali e in particolare i pronto soccorso non sono attrattivi per i medici più giovani e con meno esperienza a causa delle condizioni di lavoro che implicano turni a volte massacranti. Tuttavia, è necessario applicare paletti più restrittivi su base territoriale alle procedure concorsuali in modo che i vincitori siano vincolati rispetto alla destinazione».

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