Alberi e maltempo, i danni riaccendono
il dibattito sul taglio dei pini

Domenica 19 Settembre 2021 di Antonio Martone
Alberi e maltempo, i danni riaccendono il dibattito sul taglio dei pini

Il sole dopo la tempesta, ma anche la conta dei danni con polemiche, dopo la bomba d'acqua che ha investito il Sannio. La situazione si è normalizzata dopo l'intenso lavoro svolto da vigili del fuoco e Protezione civile che ininterrottamente la scorsa notte e per tutta la giornata di ieri sono stati impegnati nella messa in sicurezza e a tirare via acqua da garage e sottoscala. Un centinaio gli interventi effettuati con i caschi rossi del capoluogo aiutati da quelli di San Marco dei Cavoti considerato che il Fortore è stato solo sfiorato dal nubifragio. Il bilancio parla di auto danneggiate, alberi caduti, tetti e comignoli danneggiati, linee elettriche saltate e persino di una pensilina a Serretelle trasportata sui binari della linea ferroviaria Benevento-Cancello.


Tante le prese di posizione. Il presidente di «Benevento città verde» Ambner De Iapinis e Carmine De Gennaro, presidente onorario del movimento che si batte contro il taglio indiscriminato degli alberi, in una nota congiunta evidenziano: «È successo di tutto, auto ribaltate, cancellate divelte, cadute di muretti e tegole, facciate con l'intonaco sradicato. Tuttavia l'attenzione si è polarizzata sugli alberi. Un dato emerge in modo chiaro: qualche albero malato è caduto. Questo dimostra il degrado che vive la città. Abbiamo visionato alcuni degli alberi crollati: avevano le radici tranciate da lavori barbaramente eseguiti senza i dovuti controlli. Il sindaco ha focalizzato la sua attenzione solo al viale Atlantici dove vi sono alberi secolari dai quali non è caduta nemmeno una foglia, dimostrando quanto siano sani e forti. Mastella si comporta come un dentista che invece di rimuovere i denti cariati non curabili vuole togliere a tutti i costi i denti sani. I pini del viale Atlantici venerdì sono stati sottoposti all'esame tecnico della galleria del vento naturale per via di un evento meteorologico estremo e hanno superato la loro prova del nove».


Sul tema è intervenuto anche l'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali del Sannio, tramite il presidente Walter Nardone. «Temiamo che vengano prese decisioni affrettate da parte dei proprietari degli alberi. In questo momento sono sotto gli occhi di tutti i notevoli danni causati dalla bomba d'acqua e, quindi, come avviene in questi casi, la rabbia ci fa esprimere giudizi determinati dalla passione e non di natura tecnica. Come più volte espresso in questi anni quando si è parlato, in particolare, del viale Atlantici e dei suoi pini, occorre considerare le piante degli esseri viventi che hanno bisogno di cure. Dovrebbero essere sottoposti a controlli periodici, mani sapienti dovrebbero gestire le chiome. Le potature vengono eseguite da personale che non ha nessuna conoscenza specifica. Poi succede l'evento eccezionale e subito a dire abbattiamo. Le piante sono esseri viventi i cui benefici per la collettività sono innumerevoli».
Diversa la posizione di Diego Ciullo del comitato di zona Cappuccini/Mellusi. «Non possiamo assistere all'ennesima tragedia sfiorata. Gli alberi pericolanti vanno abbattuti, mentre quelli che possono essere messi in manutenzione vengano potati, ma basta con la bagarre perché se ci scappa il morto, molti l'avranno sulla coscienza».


Secca la replica dell'assessore al verde del Comune di Benevento Gerardo Giorgione. «Va precisato, ma tutti lo sanno, e solo gli stolti non lo vogliono condividere, che quando c'è un nubifragio legato al cambio climatico, al di là delle manutenzioni, c'è pericolo. Se l'epicentro della bomba d'acqua di venerdì fosse stato al viale Atlantici, sicuramente ci sarebbero stati danni maggiori. È di basso livello fare politica dopo una tragedia ambientale del genere. Bisognerebbe collaborare e suggerire soluzione e non criticare senza cognizione di causa. Ribadisco che questa amministrazione almeno da quando sono subentrato, ha provveduto alla verifica statica degli alberi con elementi e mezzi scientifici. Abbiamo detto che erano 24 gli alberi da sostituire e non da tagliare al viale Atlantici. Formalmente avremmo potuto procedere già ai tagli. Ma invece proprio per la massima attenzione che riponiamo rispetto al problema verde in città adottiamo sempre la massima cautela. Purtroppo contro le intemperie e le avversità della natura, nessuna amministrazione ci può Non bisogna per forza di cosa criticare.


Ai cambiamenti climatici fanno riferimento anche Luca Coletta e Francesco Di Donato (Giù le mani) facendo notare che «Il violento nubifragio di venerdì è andato casualmente di pari passo con l'allarme lanciato dal presidente del Consiglio al Major Economies Forum on Energy and Climate: Se continuiamo con le politiche attuali, raggiungeremo 3 gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo. Dobbiamo realizzare riduzioni immediate, rapide e significative delle emissioni. A Benevento, in proposito, dovrebbe essere innanzitutto tener ben presente il ruolo nella sottrazione di CO2 dall'atmosfera svolto dal verde, con conseguente cura maniacale dello stesso. Da noi invece il sindaco ritiene che la soluzione sia abbattere pini ovunque essi siano. Ma quello abbattuto all'incrocio tra via Giustiniani e via Flora era ma una conifera di altro tipo, mentre a via Calandra si tratta di larici da cui sono caduti grossi rami». A proposito di tali alberi, «autorevoli esponenti del nostro comitato hanno più volte segnalato, inascoltati la necessità di costante monitoraggio».
 

 

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