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Teatro comunale a Benevento, dal nodo impianto termico al rebus della gestione

Giovedì 16 Dicembre 2021 di Lucia Lamarque
Teatro comunale a Benevento, dal nodo impianto termico al rebus della gestione

Il teatro Comunale è tornato all'attenzione generale questa volta non per la programmazione di eventi e spettacoli ma per il maxi impianto termico sul tetto della struttura che si trova in piena zona Unesco. Se l'eliminazione dello «sconcio», di cui martedì hanno discusso Soprintendenza e Provveditorato, risolverà un problema dal punto di vista estetico (entro dieci giorni la rimozione in attesa di una decisione sulla location definitiva), resta ancora da definire quello che sarà il futuro del Comunale. Allo stato attuale sono ancora da terminare i lavori di ripristino e di assetto per la sicurezza con la restituzione del teatro alla città prevista in primavera. Se, come si auspica, sarà rispettato il termine per la consegna e che il caso caldaia non comporti ulteriori ritardi, resta ancora un'incognita quello che sarà l'utilizzo del teatro sebbene Mastella in settimana abbia detto di avere delle idee in merito. Sarà affidato a un'associazione? Avrà un direttore artistico? Ospiterà singole manifestazioni? Il futuro del «Vittorio Emanuele» non è ancora definito.

Ripercorriamo le ultime vicende che, lavori a parte, hanno riguardato il Comunale. Bct e l'Orchestra filarmonica di Benevento in una lettera aperta chiesero al sindaco Mastella la gestione del teatro per trasformarlo in una «Casa della cultura» in grado di costituire un punto fermo sotto il profilo dello spettacolo e culturale. «La nostra proposta ricorda Antonio Frascadore, patron di Bct - proponeva una casa della cultura aperta a tutte le forze culturali. Cicli e rassegne teatrali, spettacoli di danza e di musica, convegni. L'apertura quotidiana della struttura mirava alla creazione di un luogo dove ritrovarsi per respirare cultura e arte». Il progetto, aperto a tutte le forze artistiche del territorio, prevedeva anche la possibilità di dar vita a un polo formativo a disposizione dei giovani e delle associazioni artistiche. La risposta da parte del Comune fu negativa anche perché l'Ente spingeva in direzione diversa: quella di affidare la struttura teatrale a una personalità di grande spessore a livello artistico che potesse fare del Comunale un punto fermo nella politica culturale cittadina. Mastella non nascose il progetto di affidare ad artisti noti al grande pubblico la possibilità di condurre una stagione teatrale e l'intera programmazione annuale del teatro. L

a proposta venne fatta, durante l'edizione 2020 del Festival del cinema e della televisione di Benevento a Vincenzo Salemme, che dal palco di Bct rifiutò cortesemente l'invito mastelliano, sottolineando che la direzione artistica del teatro doveva essere affidata a una personalità locale in grado di proporre gli appuntamenti più giusti. Inoltre, cosa che fu fatta notare sempre da Salemme al sindaco, un artista impegnato nelle tournèe non può assumere la direzione artistica di un teatro dovendo far fronte agli impegni della compagnia e all'assenza da Benevento per le recite programmate in tutta Italia. Prima di Salemme c'era stato qualche altro «rifiuto» eccellente con il risultato che il teatro cittadino, all'attualità, risulta senza progettualità futura e senza programmazione. «Quando saranno terminati i lavori si chiede ancora Frascadore - quale sarà la programmazione del Comunale? E quali e quanti fondi saranno utilizzati per consentire la riapertura del sipario del teatro?».

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I fondi concessi recentemente dalla Regione, che sembra saranno tutti dirottati su Città Spettacolo, potrebbero consentire un'attività distribuita in tutto l'anno spaziando in tutti i settori dello spettacolo e della cultura. Una volta respinta la proposta della «Casa della cultura», il maestro Filippo Zigante, compositore e direttore d'orchestra, come direttore artistico dell'Accademia di Santa Sofia, indirizzò una lettera al sindaco proponendo la creazione di una Fondazione aperta a enti istituzionali e operatori del settore finalizzata alla gestione del Comunale. Il progetto prevedeva la nascita di un centro culturale in grado di aggregare le eccellenze artistiche del territorio. La Fondazione, secondo Zigante, poteva svolgere un ruolo di supporto al progetto del sindaco di affidare la direzione artistica a una personalità, consentendo l'apertura quotidiana della struttura artistica in grado di dialogare con le più importanti realtà nazionali con l'obiettivo anche di attrarre i turisti. «Il Comunale scriveva Zigante - sarebbe lo spazio ideale per accogliere una scuola di musica strutturata su due percorsi: uno di carattere sociale/amatoriale, l'altro professionale. Questa scuola costituirebbe un polo di eccellenza con pochi termini di paragone nel Sud». Ma anche questa proposta è caduta nel dimenticatoio. «A breve anticipa l'assessore alla cultura Antonella Tartaglia Polcini ci sarà una riunione per affrontare i temi legati alla ripresa dell'attività del Comunale».

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