Covid a Benevento, un altro morto:
è la nona vittima della seconda ondata

Domenica 18 Ottobre 2020 di Luella De Ciampis

Ancora un decesso per Covid al Rummo: si tratta di un 82enne di Giugliano ricoverato nel reparto di Neurorianimazione da alcuni giorni. Sono 9 le persone morte dall'inizio dell'ondata bis della pandemia, 5 residenti nel Sannio e 4 in altre province cui si aggiunge il suicidio del 78enne di Benevento che era in via di guarigione. Due morti in 24 ore e 6 in soli sei giorni. La black list è costituita in prevalenza da persone con un'età minima di 79/80 anni, fatta eccezione per il 57enne e il 69enne di Torrecuso, morto nella serata di venerdì. Ieri, sono stati registrati altri 24 contagi che fanno arrivare a 311 il numero dei positivi. Di questi, 301 sono in quarantena domiciliare, mentre il totale dei guariti è di 157. Il dato più alto di contagi è stato registrato in città, dove ci sono 17 positività e sei guarigioni in più rispetto al giorno precedente. Le cifre dei contagi continuano a salire a ritmi sostenuti che, in alcuni momenti, diventano incalzanti, come nei giorni scorsi quando si è arrivati a 91 casi in 48 ore.

Arriva a 45 il numero dei ricoveri al Rummo, dove sono censiti anche i due morti di venerdì sera e di ieri, e 2 dimessi perché guariti. Sempre al «Rummo», sono stati processati 121 tamponi, 14 dei quali dall'esito positivo. Di questi, 11 rappresentano nuovi casi relativi a persone residenti in provincia di Benevento e tre si riferiscono a conferme di positività già accertate. L'ospedale è in assetto di guerra perché, in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni regionali, ha dovuto smantellare alcuni reparti, sospendendo visite ambulatoriali, ricoveri e interventi in elezione per poter portare la disponibilità di posti Covid da 56 a 89. «Si è creata una situazione assurda dice Guido Quici, presidente nazionale Cimo-Fesmed che bisogna analizzare sotto vari aspetti, partendo dalla considerazione che ci sono stati 5 mesi di tempo tra la prima e la seconda ondata della pandemia per potersi organizzare, reclutare il personale necessario e preparare quello già in servizio nell'ospedale per l'assistenza ai pazienti Covid. Inoltre, il Rummo si è trovato nella condizione di dover attivare all'improvviso più di 40 posti letto. Stanno trasferendo in Pneumologia subintensiva e in Terapia intensiva medici di altre branche e in laboratorio i genetisti. Faccio un esempio pratico, come si può pensare che un reumatologo piuttosto che un gastroenterologo si destreggino in Pneumologia? Sarebbe stato necessario prepararli adeguatamente per assicurare l'assistenza ai pazienti perché ci vuole tempestività di azione e comprovata esperienza nella gestione del paziente critico. Ma c'è un altro aspetto da non sottovalutare che riguarda la copertura assicurativa dei medici che, se destinati a mansioni nello svolgimento delle quali non si corrono particolari rischi, è bassa. Se catapultati in reparti come quelli Covid, in cui il rischio di mortalità è alto, non sono coperti sufficientemente dalle polizze assicurative. Così, sono esposti al duplice pericolo di ammalarsi e di dover provvedere di tasca propria alle spese di risarcimento danni in caso di un contenzioso perché la franchigia del Rummo è bassa. Per non parlare delle altre patologie che vengono trascurate ma si muore anche di quelle. In questa fase, l'ospedale si sta saturando di pazienti provenienti da altre province e a me risulta che ne sono arrivati 8 dalla provincia di Napoli solo nella nottata tra venerdì e sabato. Mi chiedo come si farà se la popolazione del Sannio avrà bisogno di essere ricoverata».

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Il sindaco di Airola Michele Napoletano, in un video messaggio sulla sua pagina facebook, ha annunciato la positività di molte più persone rispetto a quelle censite dall'Asl. «Molti cittadini dice che hanno fatto i tamponi presso i centri privati mi hanno comunicato la loro positività. Non sono 11 i casi come riporta il bollettino dell'Asl ma più di 20. Nella serata di venerdì la movida di Airola si è svolta in modo esemplare e di questo ringrazio i giovani». Comunicazione valida anche per Giacomo Buonanno sindaco di Moiano. «L'Asl dice - fa riferimento a 12 contagi ma, in realtà sono tra i 25 e i 26 perché molte persone hanno fatto il tampone privatamente, lo hanno comunicato a me in via informale e quindi non sono stati ancora registrati. La maggior parte di questi contagi è concentrata in pochi nuclei familiare in quanto, la tempestività degli interventi ha consentito di circoscrivere i piccoli focolai».

Il sindaco di San Giorgio La Molara Nicola De Vizio comunica di aver appreso in via informale della positività di un dipendente comunale e di aver provveduto ad attivare tutte le misure previste dai protocolli. «Nei giorni scorsi dice sono stati effettuati i tamponi a tutti i dipendenti e agli amministratori che avevano avuto contatti con lui e uno di questi è risultato positivo ed è in isolamento. La sede comunale resterà aperta ma vi si potrà accedere solo per appuntamento telefonico».

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