Mensa scolastica, si riparte
senza il panino libero

Sabato 7 Settembre 2019 di Gianni De Blasio
Si parte il 30 settembre. Un giorno di anticipo rispetto allo scorso anno. Il servizio di refezione scolastica è già appaltato e questo consente di poter usufruire del pasto a scuola in leggerissimo ritardo rispetto al riavvio. Poche settimane di slittamento, infatti, sono niente se le si raffronta con le ripartenze precedenti, allorquando la mensa si impantanava tra vari gradi di giudizio, Tar e Consiglio di Stato. Basti dire che quattro anni fa il servizio fu avviato addirittura il 9 dicembre, frenato da un interminabile contenzioso. Dovrebbero scemare pure le incertezze connesse al numero degli aderenti, dopo la sentenza emessa dalle Sezioni Unite di Cassazione che, recependo l'opposizione del Comune di Torino guidato dalla sindaca pentastellata Appendino, ha detto che la gestione del servizio mensa rientra nell'autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche di primo e secondo grado, in attuazione dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione. Inoltre, la nozione di istruzione, soprattutto nelle classi elementari e medie, non coincide con la sola attività di insegnamento, ma comprende anche il momento della formazione che si realizza mediante lo svolgimento di attività didattiche ed educative, tra le quali l'erogazione del pasto è un momento importante.

 
LE ISCRIZIONI
Pertanto il numero dei fruitori è destinato a salire. Probabilmente, non sarà raggiunta quota 1.250 come indicato nel bando di gara (ma con possibile oscillazione del 30% in aumento o decremento), ma già lo scorso anno scolastico tale vetta fu sfiorata: il picco fu di 1.230, ma dopo la decisione favorevole al «panino libero», il numero degli aderenti si assottigliò sia pur non di molto. E, proprio in considerazione del pronunciamento della Cassazione, ossia che il tempo mensa è tempo scuola, l'assessore all'Istruzione, Rossella Del Prete, ha chiesto ai dirigenti di adottare un unico metodo. I dirigenti, pertanto, sono stati invitati a trasmettere ai genitori degli alunni una comunicazione a firma congiunta, sollecitando di procedere a breve alle iscrizioni. Certo, teoricamente è possibile iscriversi sino al 30 settembre, ma la definizione anticipata della platea dei fruitori consentirà una migliore organizzazione anche da parte della ditta erogatrice del servizio, l'Ati Ristora Food & Service e Cooperativa di Lavoro e Solidarietà.
L'ufficio Istruzione del Comune, diretto da Alessandro Verdicchio, ha scritto ai dirigenti scolastici, ricordando che non esiste un «diritto soggettivo» a mangiare il panino portato da casa nell'orario della mensa e nei locali scolastici e che «pertanto non è consentito di consumare pasti diversi da quelli forniti dall'impresa appaltatrice del servizio».
IL COSTO
Le tariffe sono rimaste quelle dello scorso anno. Il singolo pasto costerà 2 euro alle famiglie con reddito Isee sino a 5.000 euro; 2,20 a quelle con reddito da 5.000,01 a 8.000 euro; 2,50 da 8.000,01 a 12.000; 3 euro a chi ha un reddito ricompreso tra euro 12.001,00 a 21.000; 3,50 oltre 21.000; infine, i non residenti in città pagano 4 euro. Le iscrizioni al servizio mensa devono essere effettuate esclusivamente on line tramite apposita app che può essere scaricata con le modalità indicate sul sito istituzionale dell'ente al seguente indirizzo: www.comunebenevento.it (portale Servizi scolastici- Sottosezione Servizio Ristorazione Scolastica - Modulo web Genitori). Tale modalità deve essere seguita anche in caso di rinnovo (in tal caso le credenziali di accesso saranno le stesse dello scorso anno). Non sarà consentito l'accesso al servizio a chi risulta in debito con l'Ente per mancato pagamento dei pasti dell'anno scolastico trascorso. Da verificare, infine, gli effetti prodotti dal trasferimento temporaneo dei bimbi della scuola di infanzia di Pacevecchia: dei 113 iscritti, pur non avendo richiesto il nulla osta (non rientra nella scuola dell'obbligo), alcuni bambini sono stati trasferiti alla scuola privata. Quanti? Si vedrà.
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