Mensa scolastica, si riparte
senza il panino libero

di Gianni De Blasio

Si parte il 30 settembre. Un giorno di anticipo rispetto allo scorso anno. Il servizio di refezione scolastica è già appaltato e questo consente di poter usufruire del pasto a scuola in leggerissimo ritardo rispetto al riavvio. Poche settimane di slittamento, infatti, sono niente se le si raffronta con le ripartenze precedenti, allorquando la mensa si impantanava tra vari gradi di giudizio, Tar e Consiglio di Stato. Basti dire che quattro anni fa il servizio fu avviato addirittura il 9 dicembre, frenato da un interminabile contenzioso. Dovrebbero scemare pure le incertezze connesse al numero degli aderenti, dopo la sentenza emessa dalle Sezioni Unite di Cassazione che, recependo l'opposizione del Comune di Torino guidato dalla sindaca pentastellata Appendino, ha detto che la gestione del servizio mensa rientra nell'autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche di primo e secondo grado, in attuazione dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione. Inoltre, la nozione di istruzione, soprattutto nelle classi elementari e medie, non coincide con la sola attività di insegnamento, ma comprende anche il momento della formazione che si realizza mediante lo svolgimento di attività didattiche ed educative, tra le quali l'erogazione del pasto è un momento importante.

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Sabato 7 Settembre 2019, 10:26
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