«Migranti, minacce e truffe
sui pocket», in quattro a processo

Sabato 15 Giugno 2019 di Enrico Marra
In quattro sono accusati di far risultare presenti nel centro d'accoglienza dei migranti in realtà assenti per poter intascare l'importo dei pocket money. Ieri mattina, il Gup Giuliana Giuliano ha rinviato a giudizio Fabrizio Parlapiano 39 anni, Sergio Parlapiano, di 41 anni, Daniela Vascello, 38 anni e moglie di Fabrizio, tutti residenti a Morcone, e Joseph Ayna 50, anni, originario del Camerun. Nel mese di luglio dello scorso anno, erano stati raggiunti da un'ordinanza del Gip Gelsomina Palmieri di applicazione della misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tutti i giorni. Ordinanza su richiesta della Procura, e in particolare del sostituto procuratore Francesca Saccone. Per i quattro si ipotizzano il concorso in truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e di minaccia per costringere taluno a commettere un reato. I quattro saranno processati a partire dal 14 febbraio. Sono stati difesi dagli avvocati Antonio Leone e Augusto Guerriero.

 

Secondo l'accusa i Parlapiano gestivano il centro «Belvedere srl», mentre la Vascello era una collaboratrice e Ayna responsabile di un'associazione, l'«Amici Camerun», convenzionata con la struttura di Parlapiano. Le indagini hanno riguardato un periodo che va dall'agosto del 2017 allo scorso giugno. La truffa si sarebbe concretizzata solo per un periodo, fino al dicembre 2017, mentre risulta solo tentata fino allo scorso giugno, perché le somme per ritardi burocratici non sono state versate ai gestori. Le indagini sono scaturite dopo che un mediatore culturale, collaboratore presso il centro sito a Morcone, aveva denunciato di essere ripetutamente costretto ad attestare falsamente, dietro minaccia del licenziamento, la presenza di un numero di stranieri non corrispondente a quello effettivo, al fine di conseguire indebitamente la cifra prevista per ciascun migrante, calcolata per ogni ospite sulle «effettive presenze giornaliere». Una cifra che è prevista per ogni migrante in 31 euro che vanno al gestore a cui si aggiunge l'Iva e 2,50 euro all'ospite. Il denunciante, dopo essere stato costretto per diversi mesi, a suo dire, a sottoscrivere falsamente i fogli di firma da depositare in prefettura, aveva denunciato la truffa posta in essere dai gestori della struttura. Gestori che lo avrebbero minacciato di attestare il falso dicendo, in presenza di controlli, che i migranti, in quel momento assenti, si erano allontanati dal centro per il ramadan. Gli agenti della Squadra Mobile diretti dal vice questore Emanuele Fattori hanno effettuato anche un blitz a Morcone. Il controllo ha confermato l'assenza di numerosi migranti, che avevano apparentemente apposto la loro firma sui fogli di presenza inviati in prefettura.
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