Riabilitazione a Benevento,
spunta l'ipotesi delle tangenti

Giovedì 11 Marzo 2021
Riabilitazione a Benevento, spunta l'ipotesi delle tangenti

Le fiamme gialle e la Procura sono convinti che per le irregolarità rilevate nell'erogazione dei presidi sanitari nel settore della riabilitazione dell'Asl vi era il passaggio di denaro tra alcuni degli indagati. «Tale meccanismo - sostengono gli inquirenti - risulta in modo chiaro dalle conversazioni telefoniche captate nel corso delle indagini e autorizzate dal Gip». In particolare il denaro, secondo l'accusa, sarebbe stato versato dalle ditte che fornivano i presidi a chi ne agevolava l'erogazione. Ora si punta rafforzare questa ipotesi investigativa con ulteriori conferme. «Stiamo analizzando la documentazione sequestrata» confermano gli inquirenti. Un lavoro complesso che consiste nel passare al setaccio decine e decine di prescrizioni per verificare l'entità delle irregolarità. Alcune cifre, già agli atti, fanno ipotizzare che «il sistema» in atto procurava dei buoni introiti alle due sanitarie, secondo l'accusa, privilegiate.

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La Guardia di Finanza, infatti, ritiene che la sanitaria operante in città ha realizzato con l'Asl, nel periodo tra inizio 2020 e lo scorso 23 febbraio, un volume d'affari cumulativo di circa un milione di euro, mentre quella operante in provincia, per lo steso periodo, ha prodotto un volume cumulativo con l'Asl di circa 180mila euro. Chiaramente il volume preso in considerazione comprende tutte le prestazioni erogate per conto dell'Asl e non solo quelle per i presidi sanitari legati alla riabilitazione e finiti al centro dell'inchiesta. Gli indagati, le cui singole posizioni sono al vaglio degli inquirenti, coordinati dai sostituti procuratori Francecso Sansobrino, Assunta Tillo e Maria Colucci e delle fiamme gialle dirette dal comandante provinciale, il colonnello Mario Intelisano, e dal capitano Carlo Iannuzzo, sono otto. Si tratta di tre medici, di cui due prescrittori, Gennaro Lerro, 62 anni, di Pietrelcina, specialista in geriatria, Andrea Novelli, 51 anni, ortopedico di San Nazzaro, Maurizio Pizzella, 61 anni, di San Nicola Manfredi, medico già socio della sanitaria operante in provincia, il dipendente amministrativo dell'Asl Antonio Falato, 52 anni, di Calvi, una procacciatrice di pazienti con handicap bisognosi di attrezzi ortopedici, Giuseppa Iadanza, 67 anni, di Castelpoto, il titolare di una sanitaria ubicata in città Ennio Nardone, 60 anni, di San Giorgio del Sannio, e una coppia di coniugi titolari di una sanitaria operante in provincia Nadia Nava, 56 anni, e Daniele Colucci, 49 anni, di Colle Sannita, che avranno modo di difendersi e respingere le accuse. Nei loro confronti gli inquirenti ipotizzano, a diverso titolo, i reati di corruzione, truffa e falso.

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La Guardia di Finanza sostiene che nella modulistica predisposta dalla normativa venivano posti dei codici diversi da quelli previsti che caratterizzavano le varie apparecchiature da erogare. Questo per bypassare i normali canali di fornitura dei presidi, che dovevano essere di competenza di una ditta specializzata e che invece finivano con l'essere erogati dalle due sanitarie. La ditta specializzata che finiva con l'essere estromessa negli anni scorsi si era aggiudicata una gara di appalto indetta dall'Asl e ora è in regime di proroga tecnica. Inoltre si sta appurando se tutti i pazienti venivano sottoposti a visite da parte dell'Asl, avendo ipotizzato gli inquirenti che in alcuni casi non si era provveduto a tale adempimento.

L'Asl in questa indagine risulta vittima per aver erogato somme non dovute. «Al momento non abbiamo adottato alcun provvedimento - dice il digì Gennaro Volpe - attendiamo le conclusioni cui perverrà la magistratura. Chiaramente stiamo dando tutta la collaborazione possibile a chi sta indagando». 

Ultimo aggiornamento: 17:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA