Telese, shopping «solidale» al negozio
di Marco e dell'alunna cinese

Mercoledì 5 Febbraio 2020 di Gianluca Brignola
«Sono commosso e anche un po' sorpreso, questa comunità ha un cuore grande, non ne ho mai dubitato, io e la mia famiglia ne facciamo parte da dodici anni e ne siamo orgogliosi». Stenta quasi a trattenere le lacrime Marco, il commerciante cinese, papà della piccola alunna tornata nei giorni scorsi da un viaggio in patria con la mamma, che ha ricevuto ieri presso il suo negozio la visita di un folto gruppo di telesini arrivati per testimoniare la propria vicinanza e solidarietà. Un flash mob scaturito dalle notizie circolate in paese relative alla drastica diminuzione dei clienti presso l'attività di via del Boschetto a seguito della psicosi da Coronavirus che ha finito con il coinvolgere la sua bambina di 9 anni iscritta alla IV elementare del locale Ic. Una vicenda che ha travalicato i confini della piccola realtà scolastica. «Sono stati giorni difficili - dice l'esercente - e probabilmente ci vorrà un po' prima che tutto possa ritornare alla normalità. Ci sono stati momenti in cui non è entrato nessuno. Purtroppo sono state le conseguenze inaspettate di un clamore che non ci saremmo mai aspettati. Mia figlia sta bene, ha fatto tutti i controlli necessari. C'è stato un incontro con gli altri genitori della classe e se potrà servire resterà a casa per tutto il tempo utile a far tornare la serenità. Quando ho iniziato a vedere le auto arrivare nel parcheggio stentavo a crederci. Non sapevamo nulla di questa iniziativa, per noi è importante e ci fa sentire parte della comunità dove vogliamo continuare a vivere».
L'APPELLO
L'appello partito ieri mattina attraverso messaggi e condivisioni sui social si è tradotto nella realtà con una corsa all'acquisto. Dietro al banco con Marco sua moglie Delia e la loro bambina; qualcuno ha portato anche dei dolci per suggellare il momento di convivialità. Sorrisi, strette di mano, le foto di rito. «Telese è una città accogliente - dice il sindaco Pasquale Carofano - che ha fatto dell'integrazione e della solidarietà propri valori non negoziabili. Quella dei genitori è stata la preoccupazione di chi di fronte alle notizie allarmanti connesse al Coronavirus ha temuto per la sicurezza dei propri figli. Nessun atto discriminatorio nelle loro intenzioni». La situazione sembra tornare sui binari della normalità anche sul fronte scolastico dopo il colloquio tra la dirigente scolastica Rosa Pellegrino e i genitori della classe interessata. Un incontro al quale ha preso parte anche Marco. «Avevamo semplicemente chiesto di essere informati sulle iniziative intraprese - si legge in un documento redatto dai genitori -. Ne è derivato un tam tam mediatico che ha messo sotto i riflettori la bambina e la sua famiglia, sottoponendo noi al linciaggio per aver chiesto di interloquire con la dirigente su una questione che sta creando allarme a livello mondiale. Altro che caccia all'untore. Con estremo buon senso ci siamo autoconvocati e unitamente al papà della bimba abbiamo concordato che potesse rimanere a casa per il tempo necessario ad eseguire i controlli. Con l'occasione, abbiamo inoltre chiesto l'autorizzazione ad utilizzare il salone della scuola per organizzare una festa per il ritorno tra i banchi».
IL PIANO
Intanto, l'ospedale Rummo ha approvato il piano per la gestione di eventuali accessi in Pronto soccorso di pazienti con influenza da Coronavirus. Il protocollo coinvolge tutti i reparti, compresi Neonatologia-Tin, Ostetricia e Pediatria dove è allestita una sala aggiuntiva per i piccoli con sintomatologia respiratoria. Invece, gli adulti saranno portati nell'Obi (breve osservazione), per isolarli dal resto delle persone presenti al triage; a seguire l'eventuale ricovero a Malattie infettive e in via accessoria presso Pneumologia e Medicina d'urgenza. Già creati ambienti in isolamento, in cui opererà il personale medico e infermieristico dotato di tute e mascherine.
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