Addio ad Antonio, 16 anni:
«Un pezzo di noi vola via con te»

Mercoledì 11 Novembre 2020 di Vincenzo De Rosa

Limatola e Sant'Agata de' Goti. Due comunità unite nel dolore per la morte di Antonio Suppa e nel ricordo di questo ragazzo di 16 anni che un destino assurdo, un tragico incidente stradale, un sabato sera maledetto ha portato via.
«Fino all'ultimo avremmo voluto averti con noi perché i tuoi sogni ed i tuoi desideri si avverassero. Continueremo a cercarti, con te hai portato anche un pezzo di noi», il messaggio che una voce rotta dalle lacrime legge al microfono, vicino alla bara bianca ferma all'ingresso della chiesa di San Biagio. Tutto intorno un silenzio quasi irreale. Eppure sono in tanti quelli accorsi per l'ultimo saluto e per far sentire, forte, la propria vicinanza al papà Diamante, alla mamma Antonietta, alla sorella Marta ed a tutta la famiglia. Le persone, distanziate, riempiono per intero piazza San Biagio rispettando le indicazioni di Polizia municipale, Protezione civile, Carabinieri e Polizia di Stato. Su uno striscione c'è scritto «ci piace ricordarti che ancora vivi, che fai danni e dopo ridi». E ci sono i palloncini bianchi ed azzurri. Ci sono i suoi compagni di calcio a 5. Ci sono gli amici con la maglietta bianca ed il numero «9» sulle spalle. E file di ragazzini con la foto di Antonio stampata sulla maglietta. «La speranza di tutti è di avere la possibilità, per il trigesimo della morte, di poter celebrare assieme una messa per Antonio» è l'auspicio di don Pietro De Felice che con don Amedeo Damiano benedice la salma. Pensiero condiviso dal sindaco Domenico Parisi che per la giornata di ieri aveva decretato il lutto cittadino: «Come amministrazione, appena possibile, organizzeremo una messa interpretando quello che è il sentire di questa nostra comunità». Poi il suono della grande campana, quello dei petardi esplosi per salutare Antonio ed il lancio dei palloncini con il feretro che lentamente si avvia verso Sant'Agata. Lungo la strada ancora striscioni e palloncini.

Ad attendere il corteo di macchine, scortato dalla vettura dei vigili di Limatola, davanti la sede centrale del «de' Liguori», l'istituto santagatese frequentato da Antonio, ci sono i suoi compagni della IV A, i suoi docenti e la dirigente Icolaro. Il carro funebre rallenta, poi si ferma davanti alle lacrime di quegli amici che hanno condiviso con Antonio questi anni strani, tra giornate in classe e, negli ultimi mesi, i collegamenti della didattica a distanza. Una delle docenti legge il loro messaggio di addio: «Non sarà facile tornare tra quei banchi di scuola con la consapevolezza di non vederti mai più, trovare quel banco vuoto come si fa? Come lo accetteremo? Queste sono perdite che lasciano il segno e tu hai inciso una ferita profonda dentro ogni nostro cuore, profonda come l'amore incondizionato che ci regalavi tutti i giorni. Come spieghiamo tutto quello che sentiamo dentro? Come si può morire così a soli 16 anni? Come si fa a credere e accettare una cosa simile? Tutti i tuoi sogni, tutta la tua voglia di vivere, tutto quello che avevi progettato si è spento in un attimo. La vita è imprevedibile e noi che fino a poche ore prima abbiamo sentito la tua voce non ci faremo mai capaci che non arriverà mai più un tuo messaggio vocale, una tua risposta, un tuo abbraccio, un tuo sorriso. Non ci rassegneremo mai».
Il corteo riparte per il cimitero di Sant'Agata centro, dove la salma di Antonio riposerà.
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