Firmato il patto per la crescita
della Campania alla Ferrarelle

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E' stato firmato oggi nella sede della Ferrarelle spa, a Riardo, nel Casertano, il «Patto per la crescita della Campania», il cui scopo è supportare le aziende della regione e favorire l'interconnessione tra imprese, mondo accademico e i talenti del territorio. A sottoscriverlo il direttore regionale Sud di UniCredit, Elena Goitini, Confindustria Campania con il presidente Ambrogio Prezioso e il rettore dell'Università Federico II Gaetano Manfredi. Almeno cento le piccole e medie imprese del Sud - 48 in Puglia, 52 in Campania - che hanno aderito a questo percorso di sostegno e accompagnamento alla crescita, specie verso una dimensione internazionale, denominato «+Valore Sud»; un percorso che si è sviluppato attraverso una serie di incontri partiti lo scorso giugno a Napoli. La giornata, dal titolo «La Finanza per la crescita», ha visto la partecipazione oltre che del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, del «padrone di casa» Carlo Pontecorvo, presidente e amministratore delegato di Ferrarelle spa, di Antonio Ferraioli, ad di La Doria spa e presidente del Consiglio di Territorio Sud di UniCredit. Il ministro per la Coesione Territoriale ed il Mezzogiorno Claudio De Vincenti ha inviato un video messaggio. Obiettivo principale dell'accordo è stimolare la nascita di nuovi progetti imprenditoriali giovanili, in particolare legati ad Industria 4.0, e di favorire lo scouting di aziende e di spin off universitari, con l'impegno delle parti a realizzare una serie di azioni congiunte finalizzate a favorire la riqualificazione di competenze 4.0, a supportare le aziende della Campania nella realizzazione di investimenti e a sostenerle nel loro percorso di crescita. UniCredit ha annunciato oggi anche l'intenzione di dare seguito ad un successivo «Roadshow» al Sud per avviare le attività operative previste dall'accordo firmato oggi anche con tutte le restanti associazioni territoriali di Confindustria e con gli altri Atenei del Mezzogiorno. «UniCredit mette a disposizione delle aziende della Campania e del Mezzogiorno strumenti innovativi ed iniziative specifiche per i settori strategici - ha spiegato Giovanni Ronca, Co-responsabile delle attività di Commercial Banking Italy di UniCredit - allo scopo di sostenerne la competitività e di agevolare l'accesso al mercato dei capitali. Con l'accordo firmato oggi per la Campania vogliamo promuovere la sinergia tra gli attori del territorio. È imminente inoltre l'avvio di un Tavolo di lavoro nazionale con Confindustria e CRUI, con l'obiettivo di consolidare la ripresa in atto al Sud al fine di garantire anche al Paese una prospettiva di crescita stabile e duratura». Le ulteriori azioni di UniCredit sul territorio della Campania e del Mezzogiorno nel 2018 si focalizzeranno sull'accesso al credito: la banca si impegna infatti a supportare i piani di investimento e di crescita delle imprese del territorio, anche mettendo a disposizione strumenti che facilitino l'accesso al mercato dei capitali (Minibond, Ipo).

«A volte siamo un pò distratti da una campagna elettorale che dice tante cose belle ma che forse non fa troppo il conto con il nodo risorse, dalla Flat Tax al reddito di cittadinanza. Occorre per questo definire delle priorità». Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia durante il suo intervento tenuto a Riardo, nel Casertano, nello stabilimento della Ferrarelle spa, definita «simbolo di un brand-Paese».

Nella sede della nota azienda di acque, è stato firmato il 'Patto per la crescita della Campanià tra UniCredit, Confindustria Campania e Università Federico II, il cui scopo è supportare le aziende della Regione e favorire l'interconnessione tra imprese, mondo accademico e i talenti del territorio. «Noi ? ha proseguito Boccia - ci stiamo preparando per le nostre assise di Verona del 16 febbraio, con 5000 imprenditori. Lì vorremmo proporre, senza subire dalla politica, nella logica di soggetto autonomo, una piattaforma di politica economica con tre parole chiavi: 'Lavoro, crescita e debitò. Si passa così dalla politica dei fattori alla politica delle mission, ovvero cosa fare per avere più occupazione. Crediamo che sia necessario investire su crescita e ridurre il debito. La prima è la vera mission, ovvero l'occupazione, la crescita e il debito sono le precondizioni. Ci chiedono - aggiunge Boccia - perchè facciamo le nostre assise ad un mese dalle elezioni. La facciamo perché in campagna tutti ci danno ragione, ma noi non vogliamo ragione, vogliamo un confronto sui contenuti che aiuti questo Paese e chi investe in questo Paese». 

«Abbiamo in mente un'idea di un'Italia che vuole reagire, di un'Italia industriale che esiste, anche al Mezzogiorno. E' questa l'Italia che immaginiamo, un'Italia anche strana, in cui ogni tanto si sveglia qualcuno, anzi molti, direi parecchi, che speriamo non diventino maggioranza, che vogliono smontare il 'Jobs Act', o un pò di 'Industria 4.0', in modo tale che gli effetti sull'economia reale non siano rilevanti come lo sono stati». E' quanto ha detto, a Riardo, nel Casertano, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, durante il suo intervento presso lo stabilimento della Ferrarelle spa. «Noi industriali ? ha proseguito il leader dell'associazione datoriale - dobbiamo usare anche un palco come questo, che parte da una fabbrica, per dire a chi a volte, interpretando in maniera estensiva regole e agenzie, vuole chiudere le aziende, che non ce la faranno, perché la passione degli imprenditori italiani e campani è rilevante, così come l'amore per questo Paese». Boccia ha parlato di un'Italia che va raccontata in modo diverso. «Rifiutiamo ? ha detto - un'idea di Italia che sia periferia d'Europa, ma vogliamo un'Italia in cui le rotte della seta non siano solo monodirezionali, ovvero non provengano solo dalla Cina, ma bidirezionali». Sull'Europa Boccia afferma: «I fondi strutturali vanno spesi per realizzare infrastrutture».
Lunedì 29 Gennaio 2018, 17:12 - Ultimo aggiornamento: 29-01-2018 18:02
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1 di 1 commenti presenti
2018-01-30 10:31:51
Molto condivisibile l'auspicio di Boccia sulle vie della seta bidirezionali. Se in Europa giudicano i nostri prodotti "too fat" e il nostro prosecco nocivo, vendiamoli a chi li sa apprezzare, previa tutela dei nostri brand, e compriamo meno automobili i cui gas di scarico sono testati da animali ed esseri umani (consenzienti?).

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