Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Incendio nel bene confiscato,
notte di paura a Pugliano

Domenica 31 Luglio 2022 di Antonio Borrelli
Incendio nel bene confiscato, notte di paura a Pugliano

Un incendio divampato in circostanze misteriose, che si estende in poche ore a tutta l'area del bene confiscato alla camorra «Antonio Landieri» gestito dalla cooperativa sociale «la Strada».

È stato un giovedì nero quello vissuto nella piccola frazione di Pugliano, dove le fiamme si sono estese fino al campo sportivo e ad altri fondi agricoli. A permettere la rapida espansione del rogo l'erba secca e la vegetazione arsa dal sole, che hanno fatto da combustibile dell'incendio.

Ma resta un giallo il motivo dell'innesco: i vigili del fuoco, che sono intervenuti sul posto, hanno impiegato diverse ore per mettere in sicurezza la zona e stanno svolgendo i rilievi per ricostruire la dinamica del rogo. L'azione dolosa, comunque, non è esclusa, anche perché non è la prima volta che la stessa area confiscata prende fuoco. 

Video

Il bene, appartenuto al clan Magliulo dedito al riciclaggio di denaro sporco, è stato confiscato nel 1997 ed è stato affidato al consorzio Nco nel 2014. Dal 2019 sono state attivate le attività di riutilizzo, che prevede azioni di carattere socio-imprenditoriale. 

Ma già nel 2020 si registrò un rogo simile spento grazie al l'intervento della squadra dei vigili del fuoco di Teano.

I frequenti roghi - casuali o dolosi che siano - continuano però a mettere a rischio le attività sul bene confiscato «Antonio Landieri», dove l'esperienza di campo è caratterizzata dall'immersione del partecipante nelle attività di riutilizzo sociale del bene. In particolare i campisti vengono coinvolti nelle attività di gestione del gruppo di convivenza denominato «Casa Michè» dedicato a persone provenienti dall'area del disagio psico-sociale. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche
caricamento