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Precari della sanità sul piede di guerra:
«Eravamo utili solo durante l'epidemia»

Venerdì 15 Aprile 2022
Precari della sanità sul piede di guerra: «Eravamo utili solo durante l'epidemia»

«Ci avete chiamato eroi e ora ci dimenticate». E' il grido disperato degli oltre 70 operatori socio sanitari e i 20 infermieri che hanno prestato servizio all'azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta che ieri mattina hanno protestato in un flash mob pacifico presso la sede del nosocomio provinciale. Secondo la nuova bilancio del dicembre scorso, nelle more dei concorsi per stabilizzare il personale precario operativo durante i 18 mesi dell'emergenza Covid, è possibile la «reinternalizzazione» del personale somministrato che non solo è stato attivo durante i mesi pandemici ma che vanta anni di servizio precedente.

«Gli operatori dei 18 mesi Covid sono stati formati da noi che abbiamo lavorato da anni in azienda, con dei contratti stabiliti dalle istituzioni perchè non era possibile indire concorsi - spiega Rosa Della Ventura, operatrice socio sanitaria presso l'Aorn di Caserta da oltre 15 anni - Ora, dopo aver formato i nuovi' ci mandano via perchè sono scaduti i nostri contratti il 31 marzo scorso e nessuno ci spiega perchè non è possibile attuare la procedura della reinternalizzazione profilata nell'articolo 1, comma 268, lettera C della legge di bilancio del dicembre scorso». Ed è questo che ferisce di più: «il silenzio da parte della direzione che non motiva né la scelta di non voler intraprendere la reinternalizzazione nè quella di chiarire il reale fabbisogno, fermo restando il concorso ora in essere».

E' in fase di ultimazione infatti un concorso per 60 posti «che noi non vogliamo toccare», continua Della Ventura che però chiede, «perchè non compensare l'esatto numero delle figure necessarie con il procedimento stilato nella legge di bilancio? Nessuno risponde, che sia della direzione strategica o che siano politici: vige il silenzio più assoluto. Noi invece vogliamo risposte e qualcuno che ci spieghi perchè da eroi come ci hanno definito nessuno si adoperi per la nostra stabilizzazione così come per gli operatori dei 18 mesi Covid, durante i quali abbiamo lavorato anche noi».

Durante la mattina di ieri presente al flash mob era anche il capogruppo Lega e componente Commissione Sanità in Regione Campania Gianpiero Zinzi. «In un momento in cui l'attenzione del presidente De Luca è puntata, anche in Conferenza Stato Regioni, sul riparto dei fondi sanitari e sulla carenza di organico è anomalo che professionalità che sono frutto di esperienza, di competenza e capacità poi non vengano recuperate - ha detto Zinzi - Assurdo poi che tutto ciò avvenga all'aorn Caserta, azienda ospedaliera di rilievo nazionale. Siamo ancora in attesa di sapere perché la direzione dell'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano non dia applicazione a quanto disposto dalla legge di bilancio 234/2021, così come fatto dall'Aorn Santobono Pausillipon di Napoli». A questo punto resta da aspettare un atto di forza anche da parte dei sindacati i quali pochi giorni fa hanno rinnovato la propria presenza nell'ambito delle strutture sanitarie della provincia, relative all'Asl di Caserta.

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Sono state svolte infatti le elezioni delle Rsu, ovvero le Rappresentanze sindacali unitarie. I risultati sono i seguenti: la Cisl con il 41,37%, ha conquistato 17 seggi; la Fials con il 27,7%, ne ha conquistati 12, mentre il Nursing Up, con l'11,38% ha ricevuto 5 seggi. A seguire la Cgil ha ricevuto il 9,11% di voti e ha ottenuto 4 seggi tanti quanti ne ha conquistati la Uil con l'8,26% delle votazioni. il sindacato Nursind invece non ha ricevuto alcun seggio perchè ha ottenuto solo l'1,1% di voti. Mentre all'ospedale di Caserta è il Nursing Up, con 9 seggi, 409 preferenze, il sindacato più votato alle elezioni per gli Rsu. Cinque i seggi andati alla Cisl Fp che ha ottenuto al termine delle consultazioni 235 preferenze. Tre seggi alla Fials che ha ottenuto 124 voti. Due i seggi alla Uil Fpl e un seggio a testa, infine, per Ugl e Nursind.
 

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