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Ok dalla Soprintendenza
alla bretella di San Leucio

Domenica 5 Giugno 2022 di Nadia Verdile
Ok dalla Soprintendenza alla bretella di San Leucio

C'è l'ok della Soprintendenza per la bretella di San Leucio. «Abbiamo espresso il nostro parere - spiega Andrea Martelli, responsabile del settore tecnico archeologico per Caserta della Soprintendenza , già alcuni giorni fa, in merito ai ritrovamenti archeologici presenti lungo il tracciato della bretella; il Comune deve ora adempiere a quanto richiesto ai fini della tutela di questa importante testimonianza archeologica».

Qualche mese fa, durante i lavori di realizzazione dell'arteria che, un giorno, dovrà liberare dal traffico il cuore della frazione borbonica San Leucio, furono rinvenute testimonianze di una villa rustica del II secolo avanti Cristo. «In seguito ad un mio sopralluogo aveva spiegato Martelli verificammo che era stata rinvenuta una porzione muraria, un angolo di muro relativo ad un'abitazione, una villa rustica di epoca romana, di età repubblicana. Questa villa si trova proprio sotto la strada, purtroppo è emersa solo una piccola parte perché la casa si allunga in una proprietà privata che si trova al di là del muraglione che hanno costruito». In parte sotto la strada che si sta costruendo, in gran parte in un terreno privato, la villa rustica romana, quello che è venuto alla luce, va preservata.

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Al comune è stato chiesto di fare modifiche strutturali a quella che era la viabilità prevista, con un leggero rialzamento di quota della strada (visto che il muro della villa rustica si trova sotto la superfice di questa) per poter conservare le strutture lasciandole a vista sotto il livello stradale. Previsto il posizionamento, lungo la strada, di pannelli informativi che consentano di conoscere cosa c'è in quel luogo. Caserta, anche se non tutti lo sanno, ha origini antiche. C'è chi dice osche, chi dice sannite. Non era città, ma sul suo territorio insistevano aggregati di case e terreni che non avevano un'amministrazione civile ma erano congiunti fra loro in pagi, che erano separati dalle città vicine. «Nel corso degli anni spiega Andrea Martelli , durante gli scavi per lavori pubblici o privati, sono state rinvenute diverse testimonianze sia di epoca sannitica sia di epoca romana». Pochi ma preziosi ritrovamenti che restituiscono pezzi di una storia antica ancora tutta da scrivere.

«Spero continua Martelli - che si possa fare uno studio di insieme per cercare di capire meglio e puntualizzare tutte queste testimonianze che, ritrovate nel corso degli anni, fanno capire che quello di Caserta non era un territorio vuoto in epoca romana e preromana, era invece fittamente abitato. In un continuum tra Capua e Calatia, territorio fertile da sempre, a Caserta c'erano sicuramente piccoli villaggi sannitici, quelli che si chiamano pagi, presenze testimoniate dalle necropoli rinvenute, come quella che era sotto la reggia di Caserta. Le necropoli si conservano meglio dei villaggi, dei centri abitati, perché sono in genere a quote più profonde. Dalle necropoli noi capiamo che il tipo di agglomerati abitativi era sparso, non c'erano veri e propri centri di grandi dimensioni». Era il 1990 quando furono scoperte le tombe sannite conservate sotto il palazzo reale, una sorpresa che lasciò stupefatti perché fino a quel momento nessuno, nemmeno lo stesso Luigi Vanvitelli, ne aveva sospettato l'esistenza.

Nel corso degli anni altre tombe sono state trovate nella zona di corso Giannone e piazza Vanvitelli, nelle frazioni di Falciano, San Benedetto, Casolla, San Clemente, Santa Lucia. In queste stesse frazioni e anche a Mezzano e Briano erano presenti numerose epigrafi romane poi portate al museo archeologico di Napoli dove sono esposte. A Sala, per esempio, è conservata, in una testata d'angolo di un palazzo nel cuore antico della frazione, una statua acefala, di togato o di donna, di epoca romana. Un percorso ancora tutto da ricostruire per restituire al capoluogo una storia con radici profonde, antiche.

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