Un Guercino nascosto ad Aversa:
caccia ai fondi per il restauro

Sabato 31 Dicembre 2016 di Ignazio Riccio
Un Guercino nascosto ad Aversa:
caccia ai fondi per il restauro
AVERSA. Ha suscitato curiosità e clamore il blitz di Vittorio Sgarbi ad Aversa l’altra sera. Il critico ha confermato che il dipinto «L’Assunta», conservato nella chiesa di San Francesco, appartiene al noto pittore di Cento, Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, uno degli artisti più importanti del ‘600 italiano. 
Il giorno dopo l’ufficializzazione della scoperta, effettuata da Massimo Pulini, ordinario di pittura all’Accademia delle Belle arti di Rimini ed esperto del Guercino, la diocesi e le istituzioni locali hanno confermato di essere pronte a mobilitarsi per recuperare all’antica bellezza il dipinto che, erroneamente, era stato in precedenza attribuito al pittore napoletano Bernardo Cavallino. È stato lo stesso Sgarbi ad evidenziare le cattive condizioni della pala d’altare, che va assolutamente ristrutturata, dato che l’opera potrà essere chiesta in prestito alla chiesa di San Francesco di Aversa già il prossimo mese di marzo, quando a Piacenza, nel Palazzo Farnese si terrà una mostra sui quadri del Guercino. 
«Non avendo fondi a disposizione - afferma il sindaco, Enrico De Cristofaro - potremmo coinvolgere i privati nell’operazione di restauro dell’importante dipinto. In più, è nostra intenzione inserire la splendida chiesa di San Francesco e la stessa pala d’altare del Guercino nel progetto regionale a cui abbiamo partecipato: un percorso turistico ciclabile che vede coinvolti diversi Comuni, dall’Agro atellano ad Aversa». Il fermento in città per la scoperta del dipinto del Guercino ha attirato l’attenzione dei residenti e dei curiosi, come conferma il sacerdote della chiesa di San Francesco, don Pasqualino De Cristoforo, il quale rivela anche un episodio accaduto qualche anno fa. «Ci fu un tentativo di furto della pala d’altare - dice - che ci mise in allarme. Trovammo il dipinto a terra, con due tagli, rimessi poi a posto grazie all’intervento della Soprintendenza».
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