Variante Omicron in Campania, sono negativi
tutti i contatti del paziente zero di Caserta

Martedì 30 Novembre 2021 di Ettore Mautone
Variante Omicron in Campania, sono negativi tutti i contatti del paziente zero di Caserta

Sono tutti negativi, finora, i tamponi molecolari del primo gruppo di una trentina di compagni di classe del figlio di nove anni del manager casertano, dipendente della società Eni Rovina Basine con sede a Maputo in Mozambico, risultato positivo, al rientro in Italia, alla variante Omicron di Sars-Cov-2. Oggi, in giornata, si conosceranno i risultati di altri tamponi dei componenti della classe frequentata dall'altra figlia, più grande di un anno rispetto al fratello, anch'essa in quarantena sin da quando si era scoperta la positività del papà al tampone effettuato a Milano. La Asl di Caserta finora non ha individuato altri soggetti positivi tra i contatti stretti al di fuori della cerchia dei quattro congiunti conviventi (moglie, i due figli e suocera) e della madre del manager. «Al momento, dagli ultimi test effettuati, non emergono positivi tra i compagni di classe dei figli del paziente zero», ribadisce il direttore generale dell'Asl Caserta Ferdinando Russo che illustra la situazione legata al manager di Caserta positivo alla variante sudafricana, noto ormai come «paziente zero» e i cui due figli - anch'essi risultati positivi insieme alla madre alla variante Omicron - frequentano la scuola elementare a Caserta. Due le classi in cui gli alunni sono stati posti in isolamento da sabato, fino al 3 dicembre, dopo la scoperta che il manager Eni aveva contratto la nuova variante. Prima di questa circostanza, i compagni di classe dei due figli non erano stati posti in isolamento in quanto tutti, docenti compresi, erano risultati negativi a un primo tampone e uno successivo praticato cinque giorni dopo «per cui non c'era alcuna necessità di farli stare a casa e attivare la Dad». 

La terza serie di tamponi è stata effettuata ieri e non sono emerse nuove positività al Covid. Dei quattro tamponi sequenziati al Cotugno tutti hanno dato conferma della individuazione della variante Omicron mentre altri due (in relazione alle due anziane congiunte del manager i cui tamponi sono risultati non sequenziabili per bassa carica virale) andranno ripetuti per la inadeguatezza del campione ma si è compreso che la quantità di virus prelevata al manager è minimale, segno di una bassa carica virale e di una tendenza alla negativizzazione. Ciò confermerebbe la protezione del vaccino (tutti i componenti della famiglia sono immunizzati con doppia dose). Intanto è stato accertato che non c'è nessun positivo tra i passeggeri del Boeing 787 arrivato da Doha il 12 novembre con a bordo il manager dell'Eni già infettato, ovviamente senza saperlo, dalla variante Omicron. Secondo i primi riscontri, non ha trasmesso il virus agli altri 132 viaggiatori, ma per prudenza va aggiunto: questo risulta al momento, altri accertamenti sono in corso. Lo stesso scenario, almeno stando ai test eseguiti finora, emerge per i passeggeri dell'altro aereo su cui è salito il manager di Caserta: un Airbus 319 decollato da Napoli e atterrato a Linate il 15 novembre.

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L'itinerario compiuto dal dirigente Eni inizia l'11 novembre quando si reca con propri mezzi, in auto, all'aeroporto di Maputo in Mozambico. Qui prende un volo in business class delle ore 7,40 ora locale per raggiungere Johannesburg. Da qui con un secondo volo delle 13,40 ha poi raggiunto il Qatar (Doha) da cui è infine sbarcato a Fiumicino. Giunto nelle prime ore del mattino a Roma ha poi noleggiato un'auto per rientrare a Caserta. Nella sua abitazione è rimasto fino al giorno 15 non incontrando nessuno tranne i conviventi e sua madre, residente in una cittadina della provincia di Caserta. Il 15 novembre è poi stato accompagnato a Napoli in auto dalla moglie per prendere un volo per Milano delle 19,40 d è arrivato a Milano la sera stessa. Ha poi noleggiato un'altra auto e da qui è andato in albergo. Il giorno dopo ha effettuato visite mediche periodiche e di routine richieste dall'azienda, Da tali controlli, prima del ritorno in Mozambico, è poi emersa la positività al tampone. Il manager è dunque rientrato in auto a Caserta, senza effettuare soste. Il 17 dicembre sono apparsi i primi sintomi con una febbricola che si è aggiunta alla spossatezza accusata nei giorni precedenti. Poi il mal di testa. Sintomi perdurati fino al giorno 25. Da allora residua solo una lieve stanchezza. In pratica la malattia, grazie al vaccino, ha avuto un decorso benigno. Lo stesso nei suoi familiari positivi, anche tra i più anziani. 

Tutto il nucleo familiare ha osservato, sin dalla notifica della positività del manager, uno stretto isolamento che, a quanto pare, ha garantito un freno alla propagazione del focolaio. Al Cotugno sin dalle prime ore dall'arrivo dei campioni da sequenziare erano stati in grado di dire che il virus presente nei tamponi non fosse una Delta in quanto, in un test preliminare, mancava un gene caratteristico della variante indiana oggi predominante. Tutti i componenti della famiglia sono in buone condizioni di salute, i sintomi sono pressoché spariti. Ciò lascia ben sperare che la nuova variante, ancorché più infettiva (e questo dato è da confermare) sia ben contenuta dai vaccini e non suscettibile di forme di malattia più severe di quelle prodotte dalla Delta e anzi, forse, di una espressione clinica attenuata che, se fosse confermata, sarebbe il segno di un adattamento del virus all'ospite umano, «provvidenziale» per un miglior controllo della pandemia grazie ai vaccini. In tutta Europa i casi di contagio da variante Omicron risultano 40. Secondo l'Oms il rischio alto, ma non c'è alcun decesso.

Ultimo aggiornamento: 19:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA