Covid, i consumi culturali cambiano: il digitale batte il libro

Mercoledì 23 Giugno 2021
Covid, i consumi culturali cambiano: il digitale batte il libro

Cambiano i consumi culturali ai tempi di Covid-19 e il digitale si impone nel mondo del libro. È quanto emerge da tre indagini presentate in un evento organizzato da BookCity Milano, Intesa Sanpaolo e Associazione Italiana Editori (AIE). «Da ormai un decennio BookCity, ad un tempo, promuove e testimonia lo stato dell'editoria, e quindi della cultura, attraverso una presenza capillare e diffusa sull'intero territorio in cui opera. È evidente come una ricerca sull'evoluzione dei consumi culturali durante la pandemia interessi precipuamente BookCity e costituisca stimolo per far fruttare al meglio propensioni e suggerimenti che la pandemia ha posto in luce», dichiara Piergaetano Marchetti, Presidente dell'Associazione BookCity Milano. «La presentazione online delle ricerche sui consumi culturali ai tempi del Covid-19 - ha sottolineato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi - è il primo passo di una più stretta e permanente collaborazione e del coinvolgimento di AIE in BookCity Milano, una manifestazione che ha saputo imporsi nel corso degli anni con una sua formula originale che rispecchia la vitalità e la ricchezza di questa città, all'avanguardia nel panorama editoriale italiano».

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Fabrizio Paschina, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo, ha presentato «I consumi culturali degli italiani ai tempi di Covid-19: cosa cambia?», seconda edizione di una ricerca commissionata da Intesa Sanpaolo e condotta da Ipsos su mille persone e 200 fruitori abituali di cultura con l'obiettivo di indagare l'impatto del lockdown sulla cultura nazionale. Aumenta la lettura tra i più giovani e si affermano i podcast. Nei mesi passati, il digitale ha permesso a numerosi italiani di sperimentare la fruizione di eventi online che dichiara di aver iniziato proprio durante il lockdown: assistere a concerti (64%), eventi artistico-culturali (64%), conferenze (61%), opere teatrali (59%), presentazioni di libri (57%) e visitare mostre (62%). I nuovi fruitori hanno quindi superato quanti erano abituati alla cultura in precedenza. Interessante l'impatto sulla fruizione della cultura in futuro: il 50% preferirà la frequentazione dal vivo; il 25% ritiene che continuerà a fruire della cultura anche online e il 9% rimarrà sull'online.

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Tuttavia, il 16% dichiara che diminuirà tutte le forme di fruizione a favore di altre socialità diventate nuovamente possibili. Un ruolo significativo di facilitatore dei consumi culturali è stato svolto dai podcast, che ascolta il 44% degli intervistati, dato che sale al 70% tra i più giovani (fascia d'età 18/34).«La ricerca realizzata da Intesa Sanpaolo con Ipsos indica chiaramente che il digitale, dopo il boom iniziale legato al lockdown, è ormai a pieno titolo una straordinaria opportunità di accesso all'offerta culturale, perché permette di allargare la platea a nuovi fruitori e raggiungere anche i più giovani. Tra le nuove modalità spiccano i podcast che in questi mesi hanno visto un enorme incremento di diffusione. Siamo stati la prima banca italiana a lanciare una piattaforma di podcast sul nostro sito di Gruppo. Intesa Sanpaolo On Air ha superato, in un anno di vita, il milione di ascolti e raggiunto la Top 5 delle classifiche di Spotify, Apple e Google Podcast. Raccontiamo voci, storie, idee su temi legati a cultura e futuro, sostenibilità, inclusione, formazione, lavoro. Un vero e proprio patrimonio culturale della modernità per raggiungere tutti, in particolare i giovani, per i quali, come rileva l'indagine, il podcast sta diventando il mezzo di elezione per avvicinarsi alla», ha commentato Fabrizio Paschina, Executive Director Comunicazione e Immagine Intesa Sanpaolo. Tra i podcast di maggior successo la lettura integrale di Massimiliano Finazzer Flory della Divina Commedia in Duomo, le lezioni dello storico Alessandro Barbero, 'Le magnifiche della Scienzà con Gabriella Greyson, Vite d'Autore su Primo Levi, Natalia Ginzburg e altri scrittori. A seguire Giovanni Peresson, Responsabile Ufficio Studi Associazione Italiana Editori, ha presentato i dati della ricerca condotta da AIE. Aumentano acquisti di libri e lettura. I dati di AIE - illustrati nell'indagine «Effetti del Covid-19 sul mercato e i comportamenti d'acquisto in questa prima parte del 2021» - mostrano, per quanto riguarda la domanda culturale, la tenuta del libro e anzi una crescita del suo appeal. Nella terza parte dell'incontro Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice del festival «Pistoia - Dialoghi sull'uomo» e Guido Guerzoni, Adjunct Professor Università Bocconi, hanno presentato la loro ricerca «I consumi culturali ai tempi di Covid-19 - parte II: L'ascesa dell'online», realizzata per Intesa Sanpaolo su dati AIE (marzo 2021), che ha indagato gli effetti del Covid-19 sullo sviluppo di formati innovativi nel mondo dell'editoria (eventi ibridi e digitali, audiolibri e podcast). I risultati dimostrano che crescono gli eventi online e gli audiolibri: l'80% degli editori ha ridotto, nel 2020, i propri eventi live e la partecipazione a eventi terzi quali saloni, fiere e festival; il 65% ha realizzato un numero maggiore di eventi online rispetto al pre-pandemia, grazie ai quali ha incrementato la propria visibilità sul web e attratto nuovo pubblico. Per il 2021, gli editori dichiarano di voler aumentare la quota di budget dedicata alle attività digital: il 50% di loro si concentrerà su eventi e pubblicità online. Nel mercato dell'audio, invece, gli editori sembrano rispondere più lentamente e in modo meno incisivo rispetto alla vivacità della domanda culturale e dei grandi player (Spotify, Audible, Storytel, etc.). Ha concluso l'incontro Luca Formenton, Presidente dell'edizione 2021 di BookCity Milano 

Ultimo aggiornamento: 15:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA