Le avventure di Gennarino
nei frenetici vicoli di Napoli

Giovedì 18 Luglio 2019
La copertina del libro di Giovanni Fusco
Sottobraccio a uno straordinario orfano appena dodicenne per un viaggio nei vicoli di Napoli e insieme dentro noi stessi, in un percorso tra sentimenti basici e straordinarie invenzioni. Gennarino Di Gennaro, il protagonista, attraverso incredibili avventure e incontri unici e irripetibili, ci conduce da un particolarissimo orfanotrofio al centro antico della città, il cuore di Napoli, dove bellezza e crudeltà convivono da sempre. Il piccolo eroe nato dalla fantasia di Giovanni Fusco - dal 2000 insegnante in un liceo di Ercolano dopo vent’anni in una scuola media della periferia orientale napoletana - è il fulcro di  “Gennarino Di Gennaro e la scoperta dei poteri portentosi”, quasi quattrocento pagine che si leggono tutto d’un fiato, grazie alla fantasia e all'estro dell’autore, qui al suo romanzo d’esordio, che ha creato un universo nel quale si muovono insieme al protagonista una serie di spalle e comprimari, in una sorta di presepe a se stante, ma che somiglia maledettamente a quello di noi tutti, e perciò ci strega, ci conquista, ci porta a percorrere i passi di Gennarino perché inconsciamente ripercorriamo i nostri. Una sorta di realismo magico alla napoletana dove tutto sembra impossibile ma anche possibile e nel quale ciascuno sembra fuori posto, quasi fuori fuoco e invece fa parte integrante del paesaggio, in un'ideale istantanea che cristallizza sentimenti e persone, e li fissa come farfalle da collezione. 

L’orfano Gennarino al compimento dei dodici anni viene per così dire sfrattato dalle “Suore delle piaghe del Santissimo Beato Cristobaldo del deserto” - una delle tante, fantastiche invenzioni dell'autore, fra una Suor Epaminonda della Leggiadra Attesa, la portinaia, e una Suor Gertrude dell’Abbondanza Celestiale, ovviamente la cuoca - perché la sua precoce adolescenza non è più gestibile, per così dire, dalle religiose, che dunque lo affidano all’unica parente che sembra potersi occupare del ragazzino: zia Carmela, una prostituta che poi grazie al nipote abbandonerà la professione più antica del mondo per aprire una piccola attività. La zia abita nel centro storico di Napoli e qui Gennarino inizierà il suo percorso di crescita lungo il quale incontrerà persone e personaggi che diventeranno subito familiari, tra i quali giganteggia la “Maliarda dai quattordici veli d’argento”, una donna senza età «il cui lavoro consisteva nella lettura della mano, nel divinare il futuro, il prossimo fidanzato, la futura sposa, nel togliere fatture malefiche e operare benedizioni contro il malocchio. Era specializzata in filtri d’amore, di guarigione, di bellezza e in pozioni che restituivano fiducia in se stessi». In realtà la Maliarda non ha mai fatto magie, né pozioni, è invece semplicemente un punto di riferimento per il quartiere, una donna capace di aiutare gli altri a tirare fuori da soli la forza necessaria per superare gli ostacoli: la vera magia delle nostre scalcinate esistenze.
Ma soprattutto Gennarino scoprirà i poteri portentosi del titolo, la capacità inusuale di governare gli oggetti e di farli muovere, una dote preziosa che gli consentirà di sfuggire finalmente a una banda di bulli e di far trionfare l’altra sua dote straordinaria: la capacità di amare che rende possibile aprire anche i cuori più duri. È così che Giovanni Fusco ci conquista e ci tiene avvinti guidandoci lungo i sentieri spesso tortuosi e impervi della vita quotidiana: perché in fondo siamo tutti Gennarino Di Gennaro e con lui non smettiamo mai di crescere e di affidarci alla magia. 

Giovanni Fusco
“Gennarino Di Gennaro e la scoperta dei poteri portentosi”
Vocali Editrice
pagg. 380 - 14,90 euro © RIPRODUZIONE RISERVATA