Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Pensioni, aumenti a marzo (ecco perché). Il calendario del pagamento anticipato

Martedì 22 Febbraio 2022
Pensioni, ecco gli aumenti: a marzo pagamento anticipato, ritiro alle Poste ancora scaglionato

Pensioni, scattano gli aumenti. Intanto Poste Italiane comunica che le pensioni del mese di marzo verranno accreditate a partire da mercoledì 23 febbraio per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 8.000 sportelli Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.

Pensione anticipata, le ipotesi di riforma: dai 64 anni all'opzione Tridico

Pensioni, scattano gli aumenti: a marzo pagamento anticipato

Gli aumenti. Dopo lo stop dell’anno scorso, già dal 1° gennaio scorso è tornata la rivalutazione degli assegni. Inoltre, con il taglio dell’Irpef varato per i redditi da lavoro e da pensione, i trattamenti sopra i 15 mila euro lordi l’anno avranno da marzo un ulteriore incremento. 

Le aliquote. Il taglio varato a partire da quest'anno prevede che la prima aliquota (fino a 15mila euro lordi) resti invariata al 23 per cento. Quella del 27 per cento, che va dai 15 mila ai 28 mila euro scende invece al 25, mentre quella successiva del 38 per cento cala al 35 e si applica fino a 50 mila euro, soglia oltre la quale scatta il prelievo del 43 per cento (viene eliminata l’aliquota del 41%).

Il beneficio. Il guadagno dovuto al taglio delle aliquote crescerà progressivamente fino a un picco intorno ai 50 mila euro di reddito per poi tornare a diminuire. Fino a quota 15 mila ci sono solo gli effetti della rivalutazione (circa 200 euro al massimo). Salendo a 20 mila euro di pensione lorda all’anno l’aumento arriva complessivamente a 344 euro, mentre a 40 mila euro l’incremento si spinge fino a 1.016 euro. Poi cresce ancora sfruttando il calo delle aliquote e arriva a circa 1.330 euro per un reddito intorno a 50 mila euro lordi. Il beneficio dovuto al taglio delle tasse poi si riduce fino alla quota fissa di 270 euro, mentre la rivalutazione ovviamente varia in base all’importo della pensione.

La rivalutazione. Il decreto del ministero dell’Economia con il tasso di rivalutazione degli assegni pensionistici è stato pubblicato lo scorso 26 novembre in Gazzetta ufficiale. A causa della decisa impennata dell’inflazione degli ultimi mesi, il valore dell'incremento è stato fissato all’1,7%, dopo che nel 2021 le pensioni non erano state adeguate al carovita visto che l’anno precedente i prezzi avevano fatto segnare un andamento negativo (l'adeguamento non può essere negativo in nessun caso). Per i primi due mesi dell'anno la rivalutazione riconosciuta è stata però dell'1,6%. L'Inps infatti, per assicurare il rinnovo delle pensioni in tempo utile per il 2022 e rendere possibile la prima liquidazione di gennaio con gli importi già rivalutati, ha utilizzato l'indice di perequazione disponibile al 15 ottobre 2022, come elaborato dal Coordinamento generale statistico attuariale, pari all'1,6%. Da marzo la perequazione salirà invece all'1,7% stabilito dal decreto del governo e con la pensione del mese verrà corrisposta quindi anche la quota non pagata a gennaio e febbraio. 

Il recupero. È inoltre possibile che la percentuale provvisoria di rivalutazione, che viene stabilita sulla base dell'andamenti dei prezzi nei primi nove mesi dell'anno scorso, possa essere un po’ più bassa di quella effettiva, vista la progressiva crescita dell’inflazione registrata negli ultimi mesi. La quota mancante verrà quindi recuperata nel 2023.

Il meccanismo. Stavolta comunque la perequazione delle pensioni (così viene definita tecnicamente la rivalutazione) potrà sfruttare un meccanismo di calcolo più vantaggioso degli ultimi anni: l’incremento verrà infatti applicato totalmente sulla fascia di pensione che arriva a 4 volte il minimo Inps (26.680 euro l’anno lordi), al 90 per cento sulla fascia che va da 4 a 5 volte e al 75% oltre le 5 volte (vale a dire sopra i 33.475 euro lordi l’anno).

Il pagamento. In continuità con quanto fatto finora e con l’obiettivo di evitare assembramenti, il pagamento delle pensioni in contanti avverrà secondo la seguente turnazione alfabetica che potrà variare in base al numero di giorni di apertura dell’Ufficio Postale di riferimento:

i cognomi dalla A alla B mercoledì 23 febbraio

dalla C alla D giovedì 24 febbraio

dalla E alla K venerdì 25 febbraio

dalla L alla O sabato mattina 26 febbraio

dalla P alla R lunedì 28 febbraio

dalla S alla Z martedì 1° marzo

Il ritiro delegato. Poste Italiane ricorda inoltre che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali, che riscuotono normalmente la pensione in contanti e che non hanno già delegato altri soggetti al ritiro della pensione, possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

Le precauzioni. Le nuove modalità di pagamento delle pensioni, spiega una nota, hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane. Pertanto, ciascuno è invitato ad indossare la mascherina protettiva, ad entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti, a tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.

Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 20:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA